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Cambiare lavoro: 4 indizi per capire quando farlo

La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.

Albert Einstein

Lo so bene. Non è per niente una decisione semplice.

Non è mai stato facile nemmeno per me decidere di cambiare lavoro.

È una scelta che richiede esame, valutazione, ma anche coraggio.

Come essere umani siamo dopotutto programmati per inseguire la stabilità, la sicurezza, l’assenza di cambiamento.

Ci troviamo a nostro agio nel ripetere ciò che già sappiamo fare.

E questo è anche il motivo per il quale decidiamo troppo spesso di allontanare – di procrastinare – decisioni ardue ma necessarie.

Cambiare lavoro è proprio una di queste.

Oggi mi piacerebbe quindi aiutarti a fare chiarezza. Ti mostrerò quattro indizi che, anche per me, nel corso della mia carriera lavorativa, hanno rappresentato un autentico campanello d’allarme.

Una sveglia pronta a farmi capire che era definitivamente arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Scopriamoli subito 😉

 

Stipendio

Gli uomini sono tutti uguali; solo gli stipendi sono diversi.

Brana Crnčević

Certo. Chi di noi, dopotutto, non vorrebbe avere più soldi in tasca a fine mese?

Quanti di noi, sotto sotto, non si sentono un po’ sottopagati nel proprio lavoro?

Scommetto un buon 90% 😉

Il punto è questo. Troppe volte accade che quello stesso stipendio del quale tanto ci lamentiamo in realtà ci sia stato calato dall’alto senza che noi fiatassimo.

Senza che provassimo a negoziare un minimo.

Ora, io personalmente penso una cosa.

Ogni volta che sposiamo una vision aziendale, mettendo energia, passione, tempo e risorse per un progetto, ricevere una adeguata corresponsione economica diventa il minimo riconoscimento per i nostri sforzi.

Se siamo insoddisfatti del nostro stipendio, e lo reputiamo insufficiente per quello che è il nostro vero contributo, proviamo prima a rinegoziarlo.

Se ogni tentativo di trattativa sarà andato a vuoto, e avremo capito che ci stiamo facendo il mazzo per una compagnia che non ha alcuna intenzione di premiare i nostri meriti individuali, beh, quello potrà essere il segnale giusto per noi.

Forse sarà arrivato tempo di cambiare aria e mettere le nostre competenze al servizio di chi premia maggiormente il merito.

 

Commuting

Il lavoro a distanza è il futuro del lavoro.

Alexis Ohanian, Fondatore di Reddit

Sarà a mio avviso uno dei fattori più rilevanti in futuro nella scelta del nostro prossimo lavoro.

Lo abbiamo infatti visto tutti. Il Covid, nelle sue enormi nefaste conseguenze, ha comunque avuto un importante pregio.

Quello di averci proiettato nel futuro.

Quello di aver reso lo smart working (che poi in realtà è home working) la nuova ordinarietà, rendendone visibili i limiti e, soprattutto, i tanti pregi.

Ora, il punto è questo.

Quando tutto il casino legato all’epidemia sarà definitivamente scivolato via, alcune aziende, più progressiste, manterranno vivo questo nuovo percorso di lavoro intrapreso, permettendo al personale, laddove ovviamente possibile, di lavorare un certo numero di giorni (tre, quattro) alla settimana lontano dall’ufficio.

Altre, più restie al cambiamento e all’innovazione, torneranno ad avere sete di controllo sui dipendenti, costringendoli ad evitabilissimi tragitti casa-lavoro, alle volte anche estenuanti.

Ebbene.

Se la nostra azienda non sembra avere capito una mazza da quanto successo negli ultimi due anni, e il tempo che perdiamo ogni giorno per strada ci stressa pesantemente (soprattutto se pensiamo a come potremmo meglio usarlo per noi stessi e la nostra famiglia), facciamo questo.

Troviamo il coraggio di guardaci attorno, e cominciare così a vedere quali aziende hanno più a cuore l’equilibro casa-lavoro dei propri dipendenti.

Ne beneficeranno tanti aspetti della nostra vita.

 

Ambiente

Tu sei la media delle 5 persone che frequenti di più.

Jim Rohn

Se mi segui da un po’ lo sai già.

In questo blog insisto molto sull’importanza di circondarci di persone positive, attive e di supporto.

Amici, colleghi e conoscenti che, inserendosi nella nostra vita, siano in grado di spingerci verso l’alto assieme a loro, quasi per inerzia, attraverso un’attitudine ottimista e proattiva nei confronti della vita.

Ora, lo so bene cosa stai pensando.

Quando si tratta di ambiente di lavoro, è assolutamente vero, i colleghi non li scegliamo di certo noi.

Sono però scelti dall’azienda, dopo vari test e colloqui, e in un certo senso arrivano quindi a riflettere quella stessa cultura che l’azienda (grande o piccola) vuole imprimere e lasciare crescere al proprio interno.

Se dai top manager in giù, notiamo allora che il nostro ambiente lavorativo si sta svelando un po’ tossico, beh, poniamoci qualche domanda.

Trascorrere giornate intere con persone che non ammiriamo (e che forse nemmeno rispettiamo) rischia solo di renderci infelici, demotivati e poco produttivi.

Noi vogliamo di meglio.

Vogliamo lavorare in un ambiente positivo, orientato al risultato e che ci permetta di prosperare come professionisti e come persone.

Se vediamo che il nostro attuale luogo di lavoro non ce lo consente, cominciamo a guardare ad altri team e/o ad altre aziende.

 

Crescita

La crescita è l’unica testimonianza di vita.

John Henry Newman

Non so te, ma io personalmente penso questo.

Se sul nostro attuale posto di lavoro non abbiamo imparato realmente niente per almeno gli ultimi sei mesi, è arrivato il momento di cominciare a guardarci intorno.

E questo a prescindere dallo stipendio.

La verità è che la vita è troppo breve per incastrarla in una piatta routine senza prospettive di crescita.

Farlo vuol dire semplicemente barattare la nostra risorsa più preziosa, il tempo, per una busta paga mensile.

Ma il lavoro è molto più di uno stipendio.

Lavorare vuol dire anche apprendere, crescere, formarsi, innovare il proprio operato e la propria persona.

Non culliamoci su un lavoro che mira solo a farci campare. Cerchiamo un lavoro che ci regali prospettive di crescita.

Pensiamoci un attimo.

Se domani quello stesso lavoro sul quale tanto ci culliamo dovesse venir meno, cosa potremmo dire di aver imparato negli ultimi anni, e in cosa, quindi, saremmo capaci di reinventarci?

Mi segui?

Troviamo l’ambizione e il coraggio di inseguire più di un semplice stipendio: miriamo anche alla nostra crescita professionale e umana.

 

Conclusioni

Ebbene.

Scrivo questo post proprio dopo aver firmato un nuovo contratto di lavoro.

Qui ho condiviso anche alcuni indizi dei quali ho tenuto conto (mi perdonerai se non ti dico esattamente quali dei quattro) nel prendere questa nuova importante decisione.

Spero che aiuteranno anche a te a scegliere se fare (o meno) questo piccolo grande passo.

Un grosso in bocca al lupo,

Carlo

 

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