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Come e perché cambiare amicizie

Amici che parlano e ridono in riva a un lago

L’amicizia nasce nel momento in cui una persona dice ad un’ altra: “Cosa? Anche tu? Credevo di essere l’unica!

C. S. Lewis

Se mi segui da un po’ lo sai bene.

In questo blog, oramai da anni, provo a fare una cosa.

Per quanto romantico quanto scrivo possa sembrare, cerco di offrire una visione alternativa della vita.

Una visione proattiva.

Parlo di un’esistenza vissuta con scopo e chiarezza d’intenti, e non più subendo gli eventi esterni o accontentandoci di quello che, un po’ per caso, ci piove addosso.

E questa differenza, a mio avviso, è fortemente ravvisabile anche nel modo in cui coltiviamo le nostre amicizie.

Mi spiego.

Molti di noi al giorno d’oggi mantengono quelle che chiamo “amicizie di default“.

Parlo di quelle amicizie con le quali siamo cresciuti o con le quali abbiamo condiviso spazi scolastici e sportivi.

Individui che ci sono stati posti accanto da puri eventi casuali e con i quali, spesso, ci sentiamo costretti a continuare a condividere il nostro tempo e la nostra vita.

E questo a prescindere dal fatto che, in fondo, sia quello che vogliamo o meno.

A prescindere dal fatto che siano realmente quelle le persone di cui abbiamo bisogno.

Ci sentiamo in dovere di mantenere le nostre “amicizie di default” perché queste sono quelle che la vita ci ha assegnato. Punto.

Ci riconosciamo in questo quadretto?

Bene.

Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente è cresciuta pian piano in te una nuova consapevolezza.

Pensi che sia arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Pensi che sia arrivato finalmente il momento di cambiare le tue amicizie.

Continua a leggere, ti prometto che sarà tempo ben speso.

 

Le nostre amicizie ci influenzano

Quattro amici che fanno trekking in montagna

Con il passare del tempo cominciate a pensare, ad agire, e persino ad apparire come quelli che frequentate.

Gary Keller. Una cosa sola(Lettura consigliata)

Dirò una cosa che forse dimentichiamo troppo spesso.

I soggetti con i quali spendiamo il nostro tempo influenzano la nostra persona molto più di quanto possiamo immaginare.

Già, proprio così.

Rivolgiamo infatti per un attimo lo sguardo verso noi stessi e la nostra vita.

La verità è che il nostro modo di pensare, di agire, di percepire la realtà, sono tutti profondamente plasmati dall’ecosistema nel quale siamo immersi e all’interno del quale siamo cresciuti.

Un ecosistema che comprende, ad esempio, la nostra famiglia, la scuola, il catechismo, i libri che leggiamo, i telegiornali, i programmi e le serie che guardiamo, le notizie che ascoltiamo, ed in modo particolare, un’altra cosa.

Le amicizie di cui ci circondiamo.

Tutti questi elementi influenzano il nostro modo di percepire la realtà, il nostro modo di pensare e, quindi, anche le decisioni che assumiamo.

E indovina un po’…

Sono proprio le decisioni che assumiamo oggi a definire i risultati che otterremo domani.

Ti farò un esempio su tutti riguardo l’importanza dell’ecosistema.

Un interessantissimo studio guidato dal professore di Harvard Nicholas A. Christakis, ha scoperto questo:

Se uno dei nostri migliori amici dovesse diventare obeso, le probabilità per noi di fare lo stesso aumenterebbero di ben il 57%.

Incredibile vero? Ma come mai questo?

Sono forse i nostri amici obesi perfidi e tendenti a suggerirci diete scorrette?

No. Per niente.

Semplicemente, a livello inconscio, lasciamo che le persone che ci circondano fissino i nostri standard di ciò che riteniamo essere giusto ed appropriato.

Né più, né meno.

Capito adesso?

Se negli ultimi tempi hai maturato il presentimento che le tue amicizie non fossero più quelle giuste per te, beh, è probabilmente perché di questo si tratta.

Senti che non influenzano positivamente il tuo ecosistema tenuto conto di quello che vuoi raggiungere nella vita.

Non smetterò mai infatti di dire una cosa .

Abbiamo verso noi stessi il dovere di includere nel nostro ambiente di vita persone positive, individui che non si sentano vittime degli eventi esterni ma che, al contrario, siano animati dal desiderio di raggiungere grandi traguardi.

Persone che siano ottimiste, leali e incoraggianti.

Persone che entrando a far parte del nostro ecosistema ci diano slancio per arrivare in alto nella vita assieme a loro.

E come farlo?

Ti spiegherò qui molto in breve cosa ha funzionato per me.

Vediamo subito come ho cambiato le mie amicizie.

 

Il coraggio di cambiare amicizie

Quattro amici di spalle abbracciati

Sarò molto schietto.

Quando si tratta della nostra vita non c’è troppo spazio per il buonismo.

Potrò sembrare il cattivone di turno, e mi dispiace per questo, ma dovremmo tenere bene a mente come funziona la vita reale.

Anche per me non è stato facile prendere le distanze da alcune persone con le quali sono cresciuto.

Persone che, ad un certo punto, ho capito però essere ancora troppo chiuse nella propria bolla di comfort e nel proprio guscio sicuro.

Persone che non avevano alcuna intenzione di affrontare l’età adulta, e che continuavano a vivere di gratificazione immediata rimandando la responsabilità al domani.

Persone alle quali ero affezionato, ma che, ho capito, non facevano altro che offrirmi una malsana e limitante visione della vita.

Non è stato facile cominciare a dire di No, ci vuole un po’ di coraggio, ma la verità è che ne ho tratto enorme beneficio.

Armato di un po’ di sano cinismo, gradualmente, ho tagliato i contatti con queste persone e ho trovato tempo per ritagliarmi nuove amicizie delle quali oggi sono profondamente soddisfatto.

Il primo passo è dunque quello di smettere di rimandare e trovare il coraggio di allontanarci gradualmente da chi ancora ci trattiene nel nido della mediocrità.

Ma andiamo avanti.

 

Principio di Pareto

Tre ragazze che ridono e si abbracciano

Come ho scelto dunque le mie nuove amicizie?

Come ho scelto chi includere (o mantenere) nel mio nuovo ecosistema?

Un principio che ho applicato è stato quello della famosa legge 80/20.

Sì, esatto.

Si tratta del famosissimo Principio di Pareto.

Da anni ormai ho infatti l’abitudine di pormi spesso delle semplici domande.

Qual è il 20% delle persone alla cui compagnia non vorrei mai rinunciare?

Qual è il 20% delle persone che contribuiscono alla mia serenità, alla mia felicità, a quella visione di vita che voglio realizzare più di ogni altra cosa?

Qual è il 20% delle persone oneste e di supporto di cui ho realmente bisogno?

In mezzo all’enorme schiera di amici, conoscenti, colleghi, simpatizzanti (e qualche leccacu*o), queste domande si ergono come un faro in mezzo al mare.

Regalano chiarezza e ci aiutano a distinguere chi è (e deve rimanere) un semplice conoscente, rispetto a chi sarà per noi un’amicizia leale, sincera e di supporto.

 

Metodo Warren Buffett

Si tratta di un metodo che ho scoperto tramite questo video su Youtube.

Uno speech nel quale prendeva la parola il magico finanziare di Ohama. Warren Buffett.

Funziona così.

Immaginiamo le persone che conosciamo come un complesso di azioni.

Hai presente le azioni Microsoft ed Apple quotate in borsa?

Stesso procedimento.

Bene.

Chiediamoci adesso quali sono le persone delle quali vorremmo assolutamente acquistare delle azioni.

Chiediamoci chi sono quelle persone che, per le grandi qualità umane, per la propria positività verso la vita, per la propria perseveranza, vedranno aumentato, secondo noi, il proprio valore azionario nel corso dagli anni.

Quali sono le persone sulle quali vorremmo assolutamente investire?

Chiediamocelo.

Ma non finisce qui.

Possiamo benissimo fare anche al contrario.

Quali sono quindi le persone delle cui azioni vorremmo immediatamente disfarci?

Quali sono le persone che, per la propria visione limitante della vita, per il proprio disfattismo verso tutto ciò che di buono si potrebbe fare, per la propria mancanza di ambizione, secondo noi, a distanza di anni, trascineranno in basso loro e chi li circonda?

Anche questo esercizio sarà in grado apportare enorme chiarezza nella nostra mente e ci aiuterà a distinguere le persone giuste per noi da quelle sbagliate.

 

Conclusioni

Vorrei chiudere questo post ribadendo un concetto.

Non c’è spazio per sensi di colpa.

Cambiare amicizie non vuol dire che all’improvviso siamo diventati cattivi, o che adesso dovremo odiare le persone che stiamo allontanando.

Non si tratta di nulla di tutto ciò.

Significa soltanto una cosa.

Significa che abbiamo maturato una nuova consapevolezza.

Abbiamo capito che certe persone non si incastrano più nella nostra vita, e vogliamo dunque trovare nuove amicizie che si allineino con la nostra ambizione di fare della nostra stessa vita un capolavoro.

Spero che quanto letto abbia offerto buoni spunti di riflessione.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

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