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Come reagire alle provocazioni e alle prese in giro. Suggerimenti pratici

Hai delle pallottole? Ho avuto una lunga discussione e sono rimasto a corto di argomenti.

Bud Spencer

Ammettiamolo. Le abbiamo ricevute tutti.

Magari continuiamo a riceverne tutt’ora. A scuola, all’università, o anche in ufficio.

Di che parlo?

Parlo delle provocazioni e delle prese in giro.

Parlo delle critiche gratuite e delle battutine al veleno che hanno come unico scopo quello di offenderci e ferirci.

Per alcuni di noi queste provocazioni possono diventare molto fastidiose, suscitando rabbia e risentimento. E questo accade perché spesso ci sentiamo colti alla sprovvista. Non sappiamo come rispondere.

Non sappiamo come mettere in salvo la nostra immagine e la nostra reputazione.

Alcune volte sbottiamo e ci innervosiamo platealmente, altre volte, magari, ci divincoliamo a denti stretti da quella scomoda situazione e, tornati a casa, rimuginiamo a lungo su cosa avremmo potuto dire.

Tormentiamo il nostro cervello chiedendoci quale sarebbe potuta essere una battuta brillante per uscire alla grande da quella situazione.

Ci ritroviamo in quanto descritto?

Bene. Continua pure a leggere.

Ti spiegherò come reagire alle provocazioni e alle prese in giro.

(Alcuni degli spunti che condividerò qui con te sono tratti da un’ottima lettura: Piccolo Manuale di Autodifesa Verbale. Un minuscolo libricino che mi ha insegnato molto sulla gestione delle provocazioni)

Partiamo dall’inizio 😉

 

Brillantezza di risposta

Un film è la vita a cui sono state tagliate le parti noiose.

Alfred Hitchcock

Prima di tutto poniamoci una semplice domanda.

È veramente possibile avere sempre la battutina pronta?

Si può davvero avere a portata di mano un commento lapidario e divertente ogni volta che serve?

Spesso pensiamo di sì, e lo facciamo per un semplice motivo.

Abbiamo i film come punto di riferimento.

Riflettiamoci un attimo. Nei film tutto è facile. Le battute sono svelte, veloci, al veleno.

Escono fuori una dopo l’altra.

Lui prova a stuzzicare lei: “Carina la nuova pettinatura. Funziona anche da nido per le cicogne?”

Lei non si scompone e ha subito la risposta pronta: “Dimmi un po’ caro. Che si prova a passarsi la mano in testa e trovare sempre il deserto?”

Tutto è veloce, spontaneo, divertente. Le risposte brillanti sono immediate e dietro l’angolo.

La vita reale però è un’altra.

Nella vita reale non ci sono copioni scritti da abili sceneggiatori. E non ci sono nemmeno mesi di preparazione dietro ogni singola battuta.

Non ci sono scene tagliate, viste e riprovate fino allo sfinimento.

Capisci dove voglio arrivare? Dimentichiamo i film. Quell’ideale è irraggiungibile semplicemente perché è finto.

Non possiamo replicarlo.

Bene. Se è inutile sforzarsi nel cercare una battuta tagliente per ogni situazione scomoda come comportarci allora?

Te lo spiego subito 😉

 

Vieni a combattere

Chi sa vincere il nemico evita di combatterlo.

Lao Tzu

Lo sai bene anche tu.

Le provocazioni, i commenti idioti, le frasi irritanti hanno un solo e unico scopo: quello di farci andare su tutte le furie.

Quello di farci scendere in campo e prendere parte ad un conflitto verbale di basso livello.

Immaginiamo chi ci attacca come un bambino capriccioso. Un bimbo che piange, urla, si dimena e che vuole essere notato.

Vuole che lo consideriamo.

Quel bimbo capriccioso ci si rivolge così:

Ehi sono qui

EHIIIIII, sono qui, guardami

MIIII, TI HO DETTO GUARDAMIIIIII

Stampiamoci bene quest’immagine in testa e interiorizziamo il seguente concetto.

Una provocazione non è più tale se non scatena in noi nessuna reazione.

Sarò più preciso.

Ogni reazione, ogni risposta che possiamo dare – per quanto arguta o fantasiosa – è un premio per chi ci attacca.

Il messaggio che staremo trasmettendo in quel momento è questo: “Ehi tu, mi hai colpito. Hai fatto centro e ora proverò a difendere me ed il mio orgoglio”.

Non cadiamo nella trappola.

Non è tanto una questione di avere ogni volta una risposta brillante e originale, ma solo una questione di scegliere se farci provocare o meno.

Il nostro più totale disinteresse sarà la peggiore risposta per chi ci attacca.

E adesso vedremo come mostrare al meglio la nostra più totale indifferenza.

 

Come mostrare disinteresse

Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

Oscar Wilde

Bene. Lo abbiamo visto. La soluzione migliore è quella di non fare il gioco di chi ci attacca.

L’indifferenza sarà la punizione peggiore.

E renderci indifferenti dopotutto è semplicissimo. Vuoi un primo esempio?

Basterà usare un commento annoiato.

Già. hai capito bene. Mi riferisco ad una frase senza senso, buttata lì a caso, e che trasmetta una sola cosa.

Le parole del nostro interlocutore non ci spostano di una virgola.

Non ci scalfiscono. Ne siamo totalmente immuni.

Ad esempio:

Carlo bella la tua macchina, ne ho vista una uguale al museo del Risorgimento.

Ah però. Wow.

O magari ancora.

Carino il blog Carlo, adesso attendo solo il giorno in cui imparerai finalmente a scrivere.

Ma dai, bella questa.

Insomma ci siamo capiti.

Disinteresse.

Il nostro menefreghismo sarà la punizione peggiore per chi tenta di farci precipitare, assieme a lui, in una palude intellettuale e in un conflitto verbale di basso livello.

Ma andiamo avanti e scopriamo ulteriori modi per reagire alle provocazioni e alle prese in giro.

 

Sorriso

Un sorriso è una curva che raddrizza tutto.

Phyllis Diller

Ti dirò di più.

Per mostrare indifferenza anche una semplice espressione divertita va bene.

Una faccia serena e noncurante.

Un sorriso che dica: Ma chi ti considera?

Da questo punto di vista mi è rimasta impressa una scena. E ora seguimi bene mentre ti spiego cosa è accaduto.

Un giorno, dopo una lezione all’università, un mio amico è stato platealmente provocato.

Un mononeuronato (definiamolo così per essere gentili) è sbucato fuori dal niente e lo ha offeso in maniera gratuita, alla ricerca sicuramente di una rissa.

Ebbene. Cosa ha fatto il mio amico?

Data la sua stazza, tra l’altro, avrebbe potuto benissimo anche posargli una pizza in faccia.

E invece no. Lo ha guardato fisso. Non ha risposto.

Piccola suspense di qualche secondo, dopodiché è scoppiato in una risata fragorosa.

Ancora me la ricordo.

Una risata fortissima.

Una risata che diceva implicitamente: “Ma chi ca@#o sei? Ma da dove sei uscito fuori e chi ti considera?”

Ha completamente spiazzato quell’altro che, invece, era in cerca di una reazione.

Lo ha messo a tappeto davanti tutti noi con una semplice risata.

Alla fine il provocatore se n’è andato con un chiaro senso di vergogna stampato in faccia.

Hai capito cosa intendo dire con quest’esempio?

Spero che il messaggio sia stato chiaro.

Non scendiamo in campo. Non mostriamo traccia d’irritazione. Mostriamo solo noncuranza.

Un sorriso o una risata andranno anche bene.

Vinceremo in questo modo la battaglia senza nemmeno doverla combattere.

Ma non è finita qui.

Ci viene in soccorso un’altra tecnica molto utile per rispondere alle critiche gratuite.

 

Cambiamo argomento

In generale accetto senza problemi le chiacchiere di tutti e senza problemi le lascio perdere.

Charles Bukowski

Questa è un’altra tecnica di estrema utilità per reagire alle provocazioni e alle prese in giro.

Ne avevamo già parlato anche nell’articolo su come liberarsi delle persone negative.

È la tecnica del cambio di discorso.

Ad esempio:

Carlo quando parli così sembri quasi intelligente, peccato non lo sia veramente.

Un attimo, il professore ha detto ieri qualcosa. Forse che oggi ritarderà, non è vero?

Un semplice cambio discorso.

Noncuranza totale di quello che ci è stato appena detto.

Trasmetteremo a chi ci sta di fronte l’impressione che la nostra sia solo una libera associazione di idee.

Impariamo a spostare il discorso su qualunque altra cosa.

Il meteo, gli aquiloni, la seria A, la politica, il nostro allevamento di lumache in giardino.

Non diamo corda alle offese.

Lasciamole scivolare nel dimenticatoio e portiamo la conversazione altrove.

 

Conclusioni

Insomma. Spero questi accorgimenti saranno utili.

Il messaggio di fondo è sempre lo stesso.

Non anneghiamo in una dialettica di basso livello quando subiamo una provocazione.

Cerchiamo piuttosto di uscire vincitori da ogni scontro senza nemmeno dover combattere.

L’idiota di turno troverà presto altra gente permalosa da provocare.

Augurandoti che possa trarre il meglio da quanto letto, ti lascio con qualche risorsa utile più in basso.

Un abbraccio,

Carlo

Piccolo Manuale di Autodifesa Verbale

Alcuni degli spunti condivisi in questo articolo sono tratti proprio da questa ottima lettura. Un libro breve, conciso e, soprattutto, ricco di suggerimenti pratici. Lo consiglio

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