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Come reagire alle provocazioni e alle prese in giro

Come reagire alle provocazioni

Hai delle pallottole? Ho avuto una lunga discussione e sono rimasto a corto di argomenti.

Bud Spencer

Ammettiamolo

Le abbiamo ricevute tutti.

Magari continuiamo a riceverne anche ora.

A scuola, all’università, o anche in ufficio.

Di che parlo?

Parlo delle provocazioni e delle prese in giro.

Parlo delle battutine al veleno.

Parlo delle critiche gratuite che hanno come unisco scopo quello di suscitare in noi rabbia e risentimento.

Per alcuni di noi dopotutto possono diventare molto fastidiose.

E questo per un semplice motivo.

Ci sentiamo colti alla sprovvista.

Ci sentiamo feriti.

Non sappiamo come rispondere.

Non sappiamo come mettere in salvo la nostra immagine ed il nostro orgoglio.

A volte sbottiamo e ci innervosiamo platealmente, altre magari ci divincoliamo a denti stretti da quella scomoda situazione e, tornati a casa, rimuginiamo a lungo su cosa avremmo potuto dire.

Tormentiamo il nostro cervello su quale sarebbe potuta essere una battuta brillante per uscire alla grande da quella situazione.

Rimuginiamo, pensiamo, ci facciamo mille pippe mentali.

Familiare il quadretto?

Ci ritroviamo in quanto descritto?

Bene.

Continua pure a leggere.

Ti spiegherò qual è il modo migliore per reagire alle provocazioni.

Partiamo dall’inizio.

 

Brillantezza di risposta

Come reagire alle provocazioni

Poniamoci prima di tutto questa semplice domanda.

È veramente possibile avere sempre la battuta pronta?

Si può davvero trovare un commento lapidario e divertente ogni volta che serve?

Spesso pensiamo di sì e lo facciamo per un semplice motivo.

Abbiamo i film come punto di riferimento.

Riflettiamoci un attimo.

Nei film tutto è facile.

Le battute sono svelte, veloci, al veleno.

Escono fuori una dopo l’altra.

Lui prova a stuzzicare lei.

Carina la nuova pettinatura. Funziona anche da nido per le cicogne?

Lei non si scompone e ha subito la risposta pronta.

Dimmi un po’ caro. Che si prova a passarsi la mano in testa e trovare sempre il deserto?

Tutto è veloce, spontaneo, divertente.

Le risposte brillanti sono immediate e dietro l’angolo.

La vita reale però è un’altra.

Nella vita reale non ci sono copioni scritti da abili sceneggiatori.

Non ci sono mesi e mesi di preparazione dietro ogni battuta.

Non ci sono scene tagliate, riviste e riprovate fino allo sfinimento.

Mi segui?

Dimentichiamo pertanto i film.

Quell’ideale è irraggiungibile semplicemente perché è finto.

Non possiamo replicarlo.

Bene.

Se è inutile sforzarsi di cercare una battuta tagliente per ogni situazione come comportarsi allora?

Te lo spiego subito.

 

Vieni a combattere

Come reagire alle provocazioni

Chi sa vincere il nemico evita di combatterlo.

Lao Tzu

Lo sai bene anche tu.

Le provocazioni, i commenti idioti, le frasi irritanti hanno un solo scopo.

Quello di farci andare su tutte le furie.

Quello di farci scendere in campo e prendere parte ad un conflitto verbale di basso livello.

Immaginiamo chi ci attacca come un bambino capriccioso.

Un bimbo che piange, urla, si dimena.

Vuole essere notato.

Vuole che lo consideriamo.

Quel bimbo capriccioso ci si rivolge così:

Ehi sono qui

EHIIIIII; sono qui, guardami

MIIII, TI HO DETTO GUARDAMIIIIII

Stampiamoci bene quest’immagine in testa e interiorizziamo un semplice concetto.

Una provocazione non è più tale se non scatena in noi nessuna reazione.

Sarò più preciso.

Ogni reazione, ogni risposta, per quanto arguta o fantasiosa, è un premio per chi ci attacca.

Il messaggio che staremo trasmettendo in quel momento è questo:

– Ehi tu, mi hai colpito, hai fatto centro e ora proverò a difendermi –

Non cadiamo nella trappola.

Non è tanto una questione di avere una risposta geniale, ma solo una questione di scegliere se farci provocare o meno.

Il nostro più totale disinteresse sarà la peggiore risposta per chi ci attacca.

 

Come mostrare disinteresse

Come reagire alle provocazioni

Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

Oscar Wilde

Bene.

Lo abbiamo visto.

La soluzione migliore è senza dubbio quella di non fare il gioco di chi ci attacca.

L’indifferenza sarà la punizione peggiore.

E rendersi indifferenti dopotutto è semplicissimo.

Vuoi un primo esempio?

Basterà usare un commento annoiato.

Una frase senza senso, buttata lì, che esprima una sola cosa.

Le parole del nostro interlocutore non ci spostano di una virgola.

Siamo immuni da lui.

Ad esempio:

Carlo bella la tua macchina, ne ho vista una uguale al museo del Risorgimento.

Ah però…

O magari ancora.

Carino il blog Carlo, adesso attendo solo il giorno in cui imparerai finalmente a scrivere.

Ma dai? 😀

Insomma ci siamo capiti.

Disinteresse.

Menefreghismo totale.

La punizione peggiore per chi tenta di farci cadere assieme a lui in una palude intellettuale ed in un conflitto verbale di basso livello.

Ma andiamo avanti.

 

Sorriso

Come reagire alle provocazioni

Un sorriso è una curva che raddrizza tutto.

Phyllis Diller

Ti dirò di più.

Anche una faccia semplicemente divertita va bene.

Una faccia serena e noncurante.

Un sorriso che dica: Ma chi ti considera?

Da questo punto di vista mi è rimasta impressa una scena.

Ti spiego subito cosa è accaduto.

Un giorno, durante una lezione all’università, un mio amico è stato provocato.

Un tizio, definiamolo così, è arrivato e lo ha offeso in maniera gratuita, alla ricerca probabilmente di una rissa.

Ebbene cosa ha fatto il mio amico?

Data la sua stazza avrebbe potuto benissimo posargli una pizza in faccia.

E invece no.

Lo ha guardato fisso.

Non ha risposto.

Piccola suspense di 5 secondi, dopodiché è scoppiato in una risata fragorosa.

Ancora me la ricordo.

Una risata fortissima.

Una risata che diceva implicitamente: Ma chi ca@#o sei? Ma da dove sei uscito fuori e chi ti considera?

Ebbene, ha completamente spiazzato quell’altro tipo che si aspettava una reazione.

Lo ha messo a tappeto davanti tutti noi con una semplice risata.

Alla fine quello se n’è andato con un chiaro senso di vergogna.

Hai capito che intendo dire con quest’esempio?

Spero che il messaggio sia chiaro.

Non scendiamo in campo.

Non mostriamo traccia d’irritazione.

Mostriamo solo noncuranza.

Un sorriso o una risata andranno anche bene.

Vinceremo in questo modo la battaglia senza nemmeno doverla combattere.

Ma non è finita qui.

Ci viene in soccorso un’altra tecnica molto utile.

 

Cambiamo argomento

Come rispondere alla provocazioni

Questa è un’altra tecnica di estrema utilità.

Ne avevamo già parlato nell’articolo su come liberarsi delle persone negative.

Ed è la tecnica del cambio di discorso.

Ad esempio:

Carlo quando parli così sembri quasi intelligente, peccato non lo sia veramente.

Un attimo, il professore ha detto ieri qualcosa. Forse che domani ritarderà, vero?

Un semplice cambio discorso.

Noncuranza totale di quello che ci è stato appena detto.

Trasmetteremo a chi ci sta di fronte l’impressione che la nostra sia solo una libera associazione di idee.

Impariamo a spostare il discorso su qualunque altra cosa.

Il meteo, gli aquiloni, la seria A, la politica, il nostro allevamento di lumache in giardino.

Non diamo corda alle offese.

Lasciamole scivolare nel dimenticatoio e portiamo la conversazione altrove.

 

Conclusioni

Insomma.

Spero questi accorgimenti saranno utili.

Non anneghiamo in una dialettica di basso livello dopo ogni provocazione.

Cerchiamo piuttosto di uscire vincitori da ogni scontro senza nemmeno dover combattere.

L’idiota di turno troverà presto altra gente permalosa da provocare.

Augurandoti che possa trarre il meglio da quanto letto, ti lascio anche con una risorsa più in basso.

Un abbraccio,

Carlo

 

Risorse consigliate

Piccolo Manuale di Autodifesa Verbale

Alcuni degli spunti che ho condiviso con te in questo articolo sono tratti proprio da questa ottima lettura.

Un libro breve, conciso e soprattutto ricco di suggerimenti pratici.

Dal canto mio lo consiglio.

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