La funzione di un museo dovrebbe essere non quella di mostrarci delle cose, ma di permettere di vedere in noi stessi attraverso le cose, di misurarci in relazione agli oggetti esposti.

J.M.G. Le Clézio

Ebbene sì.

Ho lasciato momentaneamente la bella Polonia per tornare a casa, in Sicilia.

Resterò qui qualche mese per assaporare di nuovo profumi, sapori e colori del Sud.

In più ho avuto una piacevole sorpresa. Sono infatti rientrato in Italia appena a ridosso della prima domenica del mese.

Ho quindi deciso di farmi un giro e godermi l’apertura gratuita dei musei statali (Se non di che parlo clicca qui accanto sul link del Ministero).

In fondo mi ricordavo molto bene di quest’iniziativa.

A Siena, da studente, mi alzavo molto presto la domenica mattina per arrivare puntuale, con la linea 131, nella vicina Firenze.

Lì avevo la possibilità di godermi l’apertura gratuita della Galleria dell’Accademia, delle tombe dei Medici, di Palazzo Strozzi e del sontuoso Giardino di Boboli.

Insomma, memore di tanta bellezza mi sono precipitato a prendere nuovamente parte all’apertura gratuita dei musei anche a Palermo.

E durante la visita, come faccio spesso, ho riflettuto.

 

Nuovi punti di vista

Ogni uomo è una citazione tratta da tutti i suoi antenati.

Ralph Waldo Emerson

Sarò sincero.

Non sono di certo un critico di arte o un esperto docente di storia e archeologia.

Su questi argomenti c’è sicuramente chi ne sa molto più di me.

Posso dire di essere solo un curioso appassionato.

E nel mio piccolo ho comunque notato una cosa.

Quando ci troviamo di fronte ad un’antica scultura greca, ad un sontuoso mosaico bizantino o ad un dipinto rinascimentale si alzano in noi riflessioni e considerazioni.

Dinanzi le spoglie di un tempio greco risalente a 2.500 anni fa, non so te, ma per me sicuramente è difficile rimanere impassibile e non provare determinate emozioni.

Parlo di un nuovo flusso di consapevolezze.

Qualcosa che ci apre gli occhi e ci bisbiglia in maniera calma e pacata una semplice verità.

Siamo parte della grande storia del mondo. Siamo un puntino microscopico all’interno dell’incessante flusso della tradizione umana.

Già.

Proprio così.

Prima di noi ci sono state tante generazioni, e tante altre ne verranno dopo.

Ognuna di loro ha lasciato un piccolo contributo prima di eclissarsi e lasciare il posto ad altri.

Pensiamoci un attimo.

Persino imperatori e faraoni, innalzati allo status di divinità, alla fine hanno dovuto arrendersi al normale ciclo della vita.

Questa forse è la più preziosa consapevolezza che una visita ad un museo possa regalarci.

Di fronte a questa nuova visione delle cose, il nostro Ego, il nostro orgoglio, l’esagerata considerazione che abbiamo di noi stessi e di quello che possediamo, ne escono ridimensionati.

La storia, nella sua smisurata immensità, annienta sul nascere ogni nostra tendenza a prenderci troppo sul serio.

Ci bisbiglia un concetto molto semplice.

Sii umile, sii grato. Come te ce ne sono, ce ne sono stati e ce ne saranno.

Una vera doccia fredda per il nostro ego.

Fredda, malgradita, ma necessaria.

 

Cosa conta davvero

Lo abbiamo appena detto.

Dinanzi questo nuovo modo di vedere le cose cambia anche il nostro modo di pensare.

Ci rendiamo conto del breve tempo a disposizione concessoci dalla storia.

All’improvviso riusciamo a vedere i problemi, la frenesia di ogni giorno, le mille pippe mentali che ci facciamo, in maniera più lucida.

I riconoscimenti, il prestigio di cui amiamo circondarci, l’accanimento per apparire e impressionare gli altri ci appaiono smisuratamente banali. E in mezzo al fumo dell’apparenza e delle futilità riusciamo anche a vedere con maggiore chiarezza qualcos’altro.

Le nostre priorità. I nostri obiettivi di vita.

Quello che vogliamo realmente portare a compimento nel nostro poco tempo a disposizione.

Già. Proprio così.

Guadagniamo una più forte consapevolezza della nostra persona, della nostra autenticità, delle nostre attitudini e delle nostre preferenze. Non lasciamo più che il desiderio di compiacere gli altri influenzi il nostro comportamento.

Ritroviamo contatto con la realtà e con noi stessi.

 

Trappola dell’Ego

Ogni tanto però succederà comunque qualcosa.

Il nostro Ego, specialmente dopo qualche inebriante ed esaltante successo, proverà nuovamente ad imbrogliarci.

Proverà a convincerci che adesso siamo importanti, che ogni cosa gira attorno a noi, che dobbiamo esibire, comprare, apparire ed avere più degli altri.

O magari altre volte ci suggerirà di non rischiare del tutto, di rimanere al sicuro nella nostra zona di comfort e nella nostra bolla di sicurezza, di continuare a fare solo ciò che è mediocre e convenzionalmente corretto, così da evitare possibili figuracce o fallimenti.

In quel momento spostiamoci in un museo.

Ritroviamo la connessione con chi ci ha preceduto, con tutto quanto è già stato fatto in passato, con le spoglie di antichi imperi un tempo considerati eterni e dei quali oggi puntualmente osserviamo invece le rovine.

Ricordiamo a noi stessi del nostro poco tempo, del nostro essere umani e del normale ciclo della vita che un giorno raggiungerà pure noi.

Riportiamo alla nostra attenzione il fatto che anche noi presto saremo destinati a lasciare il posto ad altri.

E poniamo quindi delle semplici domande.

Come posso usare dunque il mio poco tempo disponibile per lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato? Cosa posso fare per vivere una vita all’altezza delle mie aspettative e senza rimpianti?

Spero l’articolo abbia offerto buoni spunti di riflessione.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

Risorse consigliate

Ego è il nemico. Ho parlato tanto di “Ego” in questo articolo. E questo perché penso sia non solo una delle principali cause delle nostre scelte miopi e a breve termine, ma anche uno dei principali deterrenti per il nostro personale successo. Un’ottima lettura sull’argomento, alla quale mi sono anche ispirato per il post, è proprio questa di Ryan Holiday. La consiglio tantissimo.