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Cosa ho capito (complessivamente) sui soldi all’età di 29 anni

Quando si parla dei soldi degli altri, allora si dice che non danno la felicità.

Gandolin

Soldi.

Una parola, tanti pensieri, differenti emozioni.

Per alcuni di noi i soldi continuano dopotutto a rappresentare fonte di ansia e turbamento. Qualcosa che, la notte, è capace di privarci del sonno.

Per altri rappresentano un’incognita, in grado di apparire un giorno e scomparire il giorno dopo senza alcun fil di logica.

Per altri ancora costituiscono invece un preziosissimo strumento capace di garantire flessibilità e indipendenza, e attraverso cui costruire una vita su misura alle proprie aspettative.

In questo post condividerò con te alcune considerazioni che ho maturato sui soldi in questi miei primi 29 anni di vita.

Scopriamole subito 😉

 

Amplificatore

Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci il resto l’ho sperperato.

George Best

Prima semplicissima cosa: i soldi – in sé – sono uno strumento neutro: non sono né buoni né cattivi.

Possiamo stare tranquilli del fatto che avere più soldi in tasca non ci renderà persone migliori o peggiori, più carismatiche o più malvagie, ma amplificherà soltanto la persona che siamo già, con le stesse abitudini e lo stesso bagaglio di certezze (e insicurezze) che già ci portiamo appresso.

In poche parole i soldi guidano soltanto le nostre attuali inclinazioni di vita verso un livello più ampio. E questo sia in senso positivo che, ovviamente, negativo.

Se infatti in questo esatto momento non siamo in grado di amministrare 2’000 Euro al mese (perché cediamo a spese impulsive e tendiamo ad impantanarci facilmente nel debito), molto probabilmente non cambierà molto qualora – all’improvviso – ci dovessimo trovare con 20’000 Euro in più al mese.

(Non è un caso, dopotutto, se, in media, il 70% di chi vince alla lotteria finisca in bancarotta nel giro di pochi anni).

Prima di giustificare in toto le nostre difficoltà finanziarie con le scarse entrate a nostra disposizione (reclamando che tutto passerà quando finalmente avremo il nostro colpo fortunato al gratta e vinci) poniamoci dunque prima queste piccole domande:

  1. “Come sto amministrando quello che già posseggo?”
  2. “Come potrei farlo meglio?”

 

Shit happens

Il denaro è come l’aria. Finché c’è non te n’accorgi.

Alessandro Morandotti

Se c’è una lezione che abbiamo ricavato tutti dalla recente pandemia è che la sicurezza non è mai troppa, e l’imprevedibile rimane in agguato dietro l’angolo.

Per questo motivo ognuno di noi dovrebbe sempre avere a disposizione un fondo di emergenza.

Parlo di un fondo liquido (cash e conto corrente – no azioni, mi raccomando) immediatamente impiegabile per fronteggiare – almeno nel breve termine – quelle difficoltà finanziarie dovute alla chiusura di un’attività, o al venir meno dello stipendio e delle altre entrate “laterali”, in modo da poter far fronte ancora per mesi ad affitto, spese mediche, debiti vari, e mettere ogni giorno assieme il pranzo con la cena senza troppo affanno.

Dal canto mio (pur essendo tra i fortunati che non hanno risentito delle conseguenze finanziarie di quest’epidemia) avevo già il mio piccolo fondo di emergenza a copertura di qualche mensilità. Dopo lo scoppio della pandemia ho deciso di estenderlo a ben dodici mesi.

E qui viene l’aspetto più interessante.

Un fondo di emergenza chiaramente ci dà riparo non solo da gravi recessioni economiche e pandemie, ma anche da quei contrattempi “più quotidiani” che, per quanto spiacevoli, possono all’improvviso bussare alla nostra porta.

Pensiamo al classico guasto alla macchina, ad un intervento chirurgico, al pavimento della cucina da rifare (a casa mia le mattonelle sono letteralmente saltate in aria da un giorno all’altro), ad un furto, alla lavatrice rotta, e così via.

Insomma, avere un fondo di emergenza ci mette a disposizione una buona scorta di ossigeno, permettondoci di dormire sogni molto più tranquilli la notte.

 

Qualità, non quantità

Ci sono molte cose più importanti del denaro. Il male è che ci vuole molto denaro per acquistarle.

Roger Vailland

Cosa significa “premiare la qualità” quando si parla di soldi?

Significa imparare a canalizzare le nostre spese verso ciò che per noi è importante ed ha reale valore, remunerandoci con prodotti, servizi ed esperienze di altissimo livello.

Al posto si sperperare in mille direzioni diverse (vuoi per moda, vuoi per non sfigurare con gli amici, vuoi per qualche campagna di marketing molto persuasiva) proviamo a capire cosa ci entusiasmi e cosa costituisca – ai nostri occhi – una vita ricca di appagamento.

Chiariamo cosa sia per noi veramente importante al netto delle aspettative sociali e del desiderio di riconoscimento, e – una volta che abbiamo fatto chiarezza – concediamoci esperienze da urlo lì dove abbiamo scelto che per noi ha senso spendere soldi.

Che si tratti di viaggi, moda, cinematografia, concerti, vini pregiati: investiamo pesantemente nelle nostre passioni, e tagliamo, altrettanto pesantemente, su tutte quelle spese superficiali e non necessarie che abbiamo sempre sostenuto un po’ controvoglia.

Optiamo per una spesa di qualità piuttosto che una spesa di quantità

Passiamo da una spesa superficiale ad una spesa intenzionale.

 

La scuola non ci prepara alla vita

Il denaro è una puttana che non dorme mai! Se non stai attento, un giorno ti svegli e non la ritrovi più.

Michael Douglas

Se mi segui da un po’ forse sai già che mi sono laureato in Economia.

A Palermo prima, e a Siena poi, ho avuto la possibilità di formarmi in Diritto Commerciale, Management e Finanza Aziendale. Materie che amo e che sono anche alla base del mio attuale lavoro.

Se c’è qualcosa per la quale – al contrario – né la scuola né l’università mi hanno mai preparato, quella è proprio come gestire le mie finanze personali.

Né al liceo prima, né in facoltà poi, ho avuto docenti che parlassero (al di là delle vaste nozioni teoriche) di finanza “quotidiana”, per spiegare, a me e ai miei colleghi, come creare un fondo di emergenza, tagliare sulle spese insensate e investire intelligentemente i risparmi.

E forse è per questo che (da buon sprovveduto che ero) ho sperperato in ca**ate la mia prima prima borsa di studio, mi sono lasciato sbranare dalle commissioni di cambio durante il mio primo Erasmus in Romania, e ho cominciato a investire sin troppo tardi.

Il punto è che, come detto, la scuola non ci prepara per la vita reale.

Alcuni di noi, più fortunati, acquisiscono buone basi di educazione finanziaria grazie alla famiglia nella quale crescono. Altri di noi, un po’ meno fortunati, devono costruire da sé la propria formazione. E devono farlo attraverso studio, impegno, e (soprattutto) esperienza.

Devono capire da soli come trasformare i soldi da fonte di preoccupazione a leva per le proprie ambizioni.

E questo ci porta dritti dritti al quinto e ultimo punto.

 

Il miglior investimento

Le biblioteche ti aiuteranno a superare i tempi duri senza denaro meglio di quanto il denaro non ti aiuti a passare i tempi duri senza biblioteche.

Anne Herbert

Oggi passeggiavo qui a Varsavia, godendomi una delle sue luminose mattine d’autunno, quando all’improvviso ho trovato una di quelle fantastiche librerie Vintage per le quali vado così matto.

Ora, devi sapere che quando entro in una libreria solitamente mi reco subito verso gli scaffali di psicologia, finanza e crescita personale. E ovviamente anche in questo caso non mi sono lasciato sfuggire l’occasione 😉

Mi sono portato a casa (ad un prezzo irrisorio) nuova preziosa conoscenza, sulla qual far leva all’occorrenza per costruire un futuro di prosperità e benessere.

No. Non esagero. I libri (quelli giusti) sono probabilmente il miglior investimento che mi sento di suggerire a chiunque.

Possiamo infatti stare certi di una cosa: per ogni problema che possiamo avere in questo momento ci sarà almeno un libro, lì fuori, con la risposta giusta alla nostra domanda. E questo che si tratti di carriera, finanze, salute, relazioni, o qualsiasi altro ambito.

Giusto per snocciolare qualche numero e dare un po’ l’idea: se un solo piccolo libro da 15 Euro ci dovesse insegnare a rinegoziare il nostro stipendio (così da ottenere centinaia di euro in più al mese), beh, quel piccolo e modico investimento iniziale restituirà indietro, nell’arco della nostra vita, profitti per decine di migliaia di euro.

Un ROI pazzesco!

Teniamo anche conto che siamo così fortunati da vivere nell’era di Alessandria (con riferimento all’antica biblioteca di Alessandria d’Egitto), dove ogni libro e pezzo di informazione per noi rilevante è letteralmente a portata di swipe.

Bene. Cosa aspettiamo a cogliere l’occasione?

Scremiamo la gigantesca mole di intrattenimento social che ci soffoca ogni giorno, e cerchiamo quei libri, quelle letture, quelle informazioni che saranno in grado di darci ritorni esponenziali sia in termini di benestare economico che in termini di qualità della vita.

I libri (e in generale la formazione personale) sono il miglior investimento che possiamo fare con i nostri soldi. Non dimentichiamolo mai.

 

Conclusioni

Bene. Volevo scrivere questo post già da un po’ di tempo, e finalmente ci sono riuscito.

Dopo anni di esperienza (e di miglioramenti) nella gestione dei soldi, continuerò a condividere con te, in questo blog, altre semplici tips di finanza personale che per me si sono rivelate concretamente utili.

Stay tuned quindi. Ci leggiamo presto nel blog! 😉

Un abbraccio,

Carlo

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