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L’importanza di fare una pausa nel lavoro (e anche nella vita)

Devi mantenere una cultura orientata allinnovazione e rimanere fedele ai tuoi valori.

Jeff Weiner

Ti faccio una domanda.

Conosci già Jeff Weiner? Hai mai sentito questo nome?

Se non sai chi sia, non preoccuparti. Te lo spiego subito io.

Jeff Winer è il CEO di LinkedIn, il famosissimo social network orientato al lavoro e alla professione.

Una delle figure, quindi, più di spicco nell’intero panorama digitale mondiale.

Te lo dico perché, proprio su LinkedIn, ho scoperto un interessantissimo post dello stesso Jeff Weiner.

Poche parole che evidenziano quanto sia importante, anche per noi altri comuni mortali, ritagliare momenti di pausa assoluta all’interno delle nostre agende giornaliere sempre più dinamiche e concitate.

Scopriamone subito di più 😉

 

L’importanza di non programmare nulla

Non programmare nulla

Il titolo del post è proprio questo:

L’importanza di non programmare nulla.

E Jeff Weiner ci spiega subito il perché. Leggiamo le sue parole.

Se dovessi vedere il mio calendario probabilmente noteresti delle sezioni in grigio senza alcuna indicazione.

Questo non è dovuto ad un malfunzionamento di Outlook o della mia stampante. Le sezioni grigie indicano dei “buffer”, o periodi di tempo che ho volutamente creato per tenermi alla larga dalle riunioni.

Complessivamente inserisco ogni giorno in agenda tra 90 minuti e due ore di questi buffer (suddividendoli in blocchi che vanno da 30 a 90 minuti).

È un sistema che ho sviluppato negli ultimi anni in risposta ad un programma che stava diventando così fitto di incontri consecutivi che mi restava ben poco tempo per elaborare ciò che stava accadendo intorno a me o anche semplicemente per pensare.

Man mano che l’ampiezza e la profondità delle tue iniziative si espandono … avrai bisogno di più tempo che mai per pensare.

Pensare a come la compagnia apparirà tra tre o cinque anni; pensare al modo migliore per migliorare un prodotto già popolare o rispondere a un’esigenza insoddisfatta del cliente; pensare a come ampliare un vantaggio competitivo o colmare un divario.

Jeff Weiner. The importance of Scheduling Nothing

Molto interessante, vero?

Il messaggio è chiaro.

L’esecuzione, agire e metteri cin moto sono fondamentali, come metterlo in dubbio?

Ma alla base di tutto questo vi è un altro ingrediente prioritario.

Una visione d’insieme.

Un pensiero strategico.

La capacità di comprendere gli input che riceviamo dall’esterno, elaborarli, immaginare i possibili scenari futuri e decidere solo allora come sia meglio agire.

Suona molto logico, no? E magari per noi lo è sicuramente nel mondo del business.

Nella vita in generale, però, sembriamo spesso seguire un approccio un po’ diverso. E ti spiego subito il perché.

 

Pausa nella vita di ogni giorno

Non programmare nulla

Senza una grande solitudine nessun serio lavoro è possibile.

Picasso

Diciamoci la verità.

Ci comportiamo spesso proprio così.

Nella nostra routine quotidiana siamo subito sballottati da un impegno all’altro. Ci trasciniamo tra lavoro, riunioni, famiglia, palestra, impegni con gli amici.

Non comandiamo più la nostra agenda, ma è lei a comandare noi.

Ogni spazio vuoto è poi puntualmente riempito dalle nuove tecnologie digitali, dalle distrazioni social, dalle notifiche istantanee.

Abbiamo dimenticato cosa sia la noia.

Abbiamo dimenticato cosa voglia dire stare per un attimo in silenzio con noi stessi e processare quello che stiamo facendo.

Non troviamo nemmeno più tempo per  porci delle semplicissime domande.

È questo quello che voglio?

Sono queste le amicizie che desidero?

Sono soddisfatto del mio lavoro?

È in questa città che voglio costruire la mia vita?

La mia carriera sta avanzando nella direzione da me desiderata?

Come mi vedo tra 5 anni?

Quali rimpianti non vorrei mai e poi mai lasciarmi alle spalle?

Mi segui?

Sono domande scomode, è vero, ma fondamentali.

Domande che ci obbligano a fermarci un attimo per pensare. Ma troppo spesso in mezzo alla frenesia quotidiana c’è tempo solo per rimbalzare senza troppe questioni da un impegno all’altro.

Non c’è tempo per cercare risposte.

 

Soluzioni

Ci ritroviamo tutti nelle parole qui sopra, non è vero?

E proprio per questo oggi mi piacerebbe fare una cosa.

Mi piacerebbe condividere tre semplicissime tecniche che negli ultimi anni mi sono state enormemente utili.

Mi hanno aiutato a riprendere il controllo della mia agenda, e soprattutto a rimettere in chiaro il significato delle mie azioni quotidiane.

Piccole tecniche che, lo vedremo, ci aiuteranno a ricominciare a guidare le nostre giornate con la giusta chiarezza d’intenti. A distinguere ciò che è importante da ciò che, invece, è e rimane semplice rumore di sottofondo.

Scopriamole subito 😉

 

Morning routine

Non programmare nulla

Mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”.

E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.

Steve Jobs

Ne abbiamo già abbondantemente parlato.

La morning routine è uno spazio sacro che nelle prime ore del nuovo giorno destiniamo a noi stessi.

Minuti (oppure ore) che destiniamo ad una particolare attività: meditazione, yoga, lettura, studio, sport, progetti personali.

Personalmente penso questo. Ognuno di noi dovrebbe provare, sperimentare e cucire gradualmente una morning routine su misura alla propria persona.

Quasi come fosse un abito.

Non starò dunque qui a dirti, come fanno tanti “coach” a dirti come dovrai trascorrere il tuo sacro spazio mattutino. Questa è una decisione tua e personale.

C’è solo un ingrediente segreto che a mio avviso non dovrebbe mai mancare.

Quello della riflessione.

Quello di dedicare un minuto, ogni mattina presto, ad una semplice domanda.

Cosa farò oggi, ed in che modo questo mi avvicinerà ai miei obiettivi?

Abituiamoci ogni giorno alla potenza chiarificatrice di queste poche parole.

Se non avremo la più pallida idea di come rispondere, beh, sapremo che forse, presi dal trambusto quotidiano, abbiamo completamente perso di vista la direzione verso cui stiamo procedendo.

Avendo chiaro questo, sarà più facile correggere il senso dei nostri sforzi quotidiani.

 

Una pausa nel verde

Non programmare nulla

Nello stesso momento in cui le mie gambe cominciano a muoversi i miei pensieri cominciano a scorrere.

Henry David Thoreau

Ti svelo un segreto.

Tutte le volte in cui ho preso casa all’estero c’è sempre stato un dettaglio al quale sono stato davvero molto attento.

Parlo della vicinanza ad un parco o ad un’area verde.

Ed il motivo è anche semplice.

Passeggiare ci rilassa, sì, ma genera in noi anche creatività e flussi di idee.

Ci invita a ragionare meglio, a riflettere. Ci aiuta a trovare le risposte di cui abbiamo bisogno.

Non è un caso che l’idea stessa di questo blog sia nata durante una passeggiata nel meraviglioso Parco Cismigiu, in Romania.

Ti dirò di più.

Conosco anche tante persone che d’altra parte non si sognerebbero mai di fare una passeggiata da soli. Per loro dopotutto ci sarà sempre bisogno di compagnia, di rumore, di parlare, di aprire bocca.

Stare soli è per gente strana a loro modo di vedere.

Capiamoci.

Anche io, come tanti altri introversi, amo la compagnia e il divertimento.

Amo le buone feste e mi concedo ogni tanto a Varsavia qualche lunga nottata con amici tra locali e discoteche.

Sono ancora giovane e posso permettermelo 😉

Ma ho anche fondamentale bisogno, e qui torno serio, dei miei momenti di pausa.

Attimi in cui mi concedo un attimo per stare con me stesso, per pensare, per processare quello che sto facendo della mia vita.

Istanti nei quali metto a confronto le mie aspirazioni ed il modo in cui guido le mie giornate.

E lì le domande sorgono spontaneamente.

Sono in sintonia con i miei obiettivi o forse dovrei cambiare qualcosa?

Una buona passeggiata nel verde, una fresca dose di vitamina N, la vitamina Natura, ci darà le risposte che cerchiamo.

Ti invito a provare 😉

 

Viaggio

Carlo Andrea Massa

Il viaggio: un partire da me, un infinito di distanze infinite e un arrivare a me.

Antonio Porchia

Ebbene sì.

Anche il viaggio ha una grandissima funzione chiarificatrice.

Attenzione però, non parlo mica del viaggio estivo ad Ibiza con i nostri “compari” ad inseguire alcol e vida loca 😉

Parlo di un’altra tipologia di viaggio.

Parlo del viaggiare da soli.

Prima che tu muova subito le tue obiezioni lascia che ti racconti la mia esperienza 😉

Oramai da anni, ogni estate (e con buona pace della fidanzata) riservo una decina di giorni di vacanza per un semplice viaggio zaino in spalla in giro per l’Europa.

La meta non è importante, compro semplicemente i biglietti di viaggio più economici su Ryanair.

L’ultimo anno, ad esempio, sono partito da Varsavia e ho attraversato le tre grandi capitali europee che si affacciano sul Danubio: Budapest, Bratislava e Vienna.

Dieci giorni in cui ho visto paesaggi mozzafiato, ho stretto amicizie in ostello, ho assaporato cibo e birra locale, ho conosciuto gente di ogni nazionalità, ed, essendo solo, mi sono esposto fuori dalla mia zona di comfort.

E qui arriviamo al grande beneficio del viaggiare da soli.

Vediamo le cose in prospettiva.

Siamo fuori dalla scatola chiusa in cui solitamente ci muoviamo. Siamo lontani dalla frenesia che guida le nostre giornate.

In quel momento riusciamo a guardare indietro verso la nostra vita, e siamo in grado di farlo in maniera molto più oggettiva.

Giù a casa nostra stiamo facendo quello che vorremmo fare?

Abbiamo amicizie che ci supportano o che ci trattengono nella mediocrità?

Stiamo inseguendo la carriera dei nostri sogni o stiamo solo obbedendo alle aspettative dei nostri genitori?

Dovremmo forse cambiare qualcosa o stiamo bene così?

Personalmente dopo ognuno di questi viaggi torno a casa non solo con tantissima energia, ma anche con maggiore chiarezza e consapevolezza su come intendo portare la mia vita al prossimo livello.

 

Conclusioni

Lo so bene.

Se sei una persona particolarmente estroversa ritagliarsi dei momenti di solitudine e silenzio può sembrare una cosa strana.

Il mio invito resta comunque uno solo.

Quello di provare.

Provare a ritagliarti giusti spazi di riflessione che stanno diventando sempre più importanti in un mondo come il nostro. Un mondo che viaggia a velocità supersonica.

Un mondo che ci spinge a non stare per un attimo fermi.

Imparare a premere ogni tanto il tasto pausa e riflettere sarà a mio avviso una delle cose più difficili ma anche più utili e necessaria da fare nell’immediato futuro.

Solo in questo modo potremo avere infatti piena consapevolezza di dove, giorno dopo giorno, stiamo indirizzando i nostri sforzi quotidiani, e quindi correggere, se sarà il caso, il tiro delle nostre azioni.

Spero che l’articolo sia stat ìo utile.

Ci leggiamo nel blog.

Un abbraccio,

Carlo

 

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