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Instagram ha tolto i like. Cosa cambierà

Instagram

L’identità online è raccontare se stessi.

Matteo Rubboli

Lo abbiamo visto.

Da qualche mese Instagram ha deciso di nascondere i like.

Una grande novità per il social network più in voga del momento.

E in questo post faremo una cosa.

Vedremo come questa novità rivoluzionerà il nostro modo di usare Instagram.

 

Perché Instagram ha tolto i like?

Instagram

Prima di tutto poniamoci una semplice domanda.

Cosa ha spinto il gigante dei social a compiere una mossa così azzardata?

Per quale ragione l’ha fatto?

Bé, la verità è che tutto è cominciato con le Instagram Stories.

Sì, esatto. Quelle che svaniscono nell’arco delle 24 ore.

Sono sicuro che come me le usi tanto anche tu 😉

Bene, le stories hanno avuto un successo travolgente.

Abbiamo cominciato ad usarle sempre più e più spesso.

E questo per una semplice ragione.

Le stories ci svincolano dal giudizio altrui.

Non sentiamo il peso dover apparire perfetti ed impeccabili.

Non importa quello che diciamo o come ci mostriamo.

Sappiamo che quanto pubblicato sarà presto cancellato e chi si è visto si è visto.

Bene.

Cosa c’entra questo con i like ti starai chiedendo.

C’entra eccome.

Abbiamo cominciato ad usare talmente tanto le stories da trascurare quella che è l’attività principale di Instagram.

La ragione per cui è nato.

La pubblicazione di foto.

Abbiamo rivolto la nostra piena attenzione alla sola piccola parte superiore dello schermo, quella delle stories, alla funzionalità che ci dà meno pressione, e abbiamo invece trascurato tutto il resto.

E cosa ha fatto dunque Instagram?

Bé, Instagram come qualunque altro social network ha un solo interesse.

Quello di farci stare più tempo possibile con gli occhi incollati allo smartphone.

Ed ecco cosa ha fatto.

Per riconvincerci a pubblicare nuovamente e con più frequenza ha deciso di riportare sulle foto lo stesso beneficio delle stories.

Il beneficio di sentirci svincolati dall’approvazione degli altri.

Il beneficio di non dover più dipendere dai like.

Il beneficio di non sentirci più in ansia prima e dopo la pubblicazione.

I like li potremo infatti vedere noi e nessun altro.

Che ce ne frega di quanti ne arriveranno.

E come si rifletterà tutto questo nel nostro comportamento?

Lo vediamo subito.

 

Come ci comporteremo

Instagram

Bé, è chiaro.

Da oggi pubblicheremo foto molto più a cuor leggero.

Proveremo molta meno ansia prima di mostrarci ai nostri follower.

Saremo inclini a pubblicare con più facilità e frequenza.

Ma non finisce qui.

Offriremo anche un’immagine più autentica di noi stessi.

Mi spiego.

Fino ad oggi siamo stati in un certo senso condizionati dal dover racimolare il maggior numero di like.

Coraggio, non ce lo neghiamo 😉

Abbiamo visto e analizzato le nostre foto.

Le abbiamo filtrate e studiate per bene prima di pubbicarle.

Volevamo esserne pienamente convinti.

Ne siamo rimasti anche condizionati.

Magari qualche ragazza si è scoperta un po’ per fare il pienone di like.

Magari qualche ragazzo ha passato ore a studiare per bene ogni filtro salvo poi rinunciare alla pubblicazione perché non convinto.

Adesso tutto questo sparirà.

Saremo portati ad offrire un’immagine più spontanea di noi stessi.

Ehi ciao followers questo sono io.

Questo è quello che faccio.

Questo è ciò di cui parlo.

Questa è la mia filosofia di vita.

2 like?

10 like?

100 like?

Chissene, saremo solamente noi a vederlo.

Liberi dall’ansia di dover racimolare like saremo in grado di offrire una versione più genuina e spontanea di noi stessi.

Chiaro, no?

Possiamo dunque dire una cosa.

Instagram facendo i propri interessi ha fatto anche qualcosa di molto buono per la nostra salute mentale.

Una decisione, quella del gigante social, che ci farà molto bene.

Ma non solo.

Questo aggiornamento di Instagram mi ha fatto riflettere su un altro semplice aspetto.

Il modo in cui conduciamo le nostre giornate fuori dall’online.

E ti spiego subito di cosa parlo.

 

Dall’online all’offline

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Non neghiamocelo.

Troppo spesso inseguiamo i like anche nella vita reale.

Cambiamo la nostra persona, il nostro atteggiamento, le nostre preferenze, in modo da non essere giudicati male.

E questo si vede anche spesso.

Succede ad esempio quando abbiamo il timore di dire No agli altri.

Ci facciamo carico di impegni, proposte, inviti anche quando non vorremmo.

Accettiamo solo perché vogliamo trasmettere un’immagine migliore di noi stessi, evitare situazioni di conflitto e continuare a mantenere l’approvazione degli altri.

O succede ancora quando mettiamo da parte le nostre vere ambizioni di vita.

Non le nominiamo nemmeno.

Abbiamo paura di essere considerati strani, diversi, atipici.

Rinneghiamo i nostri sogni, le nostre preferenze, le noste ambizioni.

Abbiamo paura di esser mal giudicati dagli altri per il fatto di desiderare un differente percorso di vita.

Un percorso dettato da noi e non da quello che vuole la saggezza convenzionale.

Alla fine però la paura del giudizio altrui prende il sopravvento e così ci limitiamo a seguire il copione che già stanno seguendo tutti.

Quello dell’uniformità e della mediocrità.

Il mio agurio è quindi uno solo.

Mi auguro che questo aggiornamento di Instagram non si limiti al solo mondo dell’online ma si estenda anche alla nostra vita reale.

Se fino ad oggi abbiamo lasciato che il timore del giudizo altrui ci condizionasse.

Se fino ad oggi abbiamo svenduto noi stessi, le nostre preferenze, le nostre ambizioni in nome di quello che gli altri considerano “socialmente giusto”.

Se fino ad oggi è successo tutto questo il mio augurio è che tu possa vivere come se i like sparissero anche dalla vita reale.

Come se ogni ansia e timore del giudizio altrui non ci fossero più.

Mi auguro che da qui in avanti offrirai al mondo la tua versione più genuina, spontanea, libera e scevra dalle opinioni degli altri.

Spezziamo le catene dei condizionamenti esterni, inseguiamo le nostre vere ambizioni e liberiamoci dalla paura di essere mal giudicati dagli altri.

Ricordiamoci infatti di una cosa.

Le critiche arriveranno sempre non da chi sta facendo più di noi, ma solo da chi sta facendo meno.

Un abbraccio,

Carlo

 

 

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