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Lezioni di leadership: La metafora della Finestra e dello Specchio

Good to Great

Non si diventa grandi per caso. La grandezza è in larga parte frutto di scelte consapevoli.

Jim Collins

Oggi impareremo qualcosa di molto importante sul significato di vera leadership, scoprendone uno degli aspetti più interessanti.

Getteremo anche uno sguardo a noi stessi, capendo molto sui nostri comportamenti e sul modo in cui interpretiamo successi e fallimenti.

Per fare tutto questo ci avvarremo di una splendida metafora: quella della finestra e dello specchio.

Continua a leggere, ti prometto sarà tempo ben speso 😉

 

Good to Great, di Jim Collins

La vera leadership è avere persone che ti seguono quando avrebbero benissimo la libertà di non farlo.

Jim Collins

Partiamo dall’inizio.

Ho scoperto la metafora della finestra e dello specchio sfogliando i primissimi capitoli di un fantastico libro.

Mi riferisco a Good to Great, gran capolavoro di Jim Collins.

Pic Credit Amazon

Si tratta senza dubbio di uno dei migliori testi manageriali che abbia mai letto.

In questo libro Jim Collins ci spiega numeri alla mano cosa distingua le aziende “Great“, ossia quelle che fanno un autentico balzo in avanti verso la grandezza, rispetto a quelle che (a parità di condizioni e opportunità di mercato) rimangono semplicemente “Good“, allontanando alcun salto di qualità e rimanendo a stento a galla lì dove si trovano.

Personalmente sono rimasto affascinato da questa lettura e la consiglio fortemente ad ogni aspirante manager o imprenditore. (A fine post troverai anche il link versione italiana del libro 😉 )

Ma veniamo subito al punto.

Lo possiamo già immaginare: tra i numerosi fattori considerati, uno di quelli che più differenzia le compagnie capaci di fare il grande balzo in avanti è proprio quello della leadership.

Sarò più preciso.

Le aziende che fanno decollare i propri rendimenti in maniera sostenuta nel tempo (diventando appunto Great) sono amministrate da quelli che l’autore definisce leader di livello 5.

Si tratta di figure singolari. Amministratori ben lontani dall’immagine (assai diffusa) del leader egocentrico, carismatico e appariscente, sempre pronto ad affermare nell’azienda la propria autorità e l’infallibilità delle proprie decisioni.

Tutt’altro.

I leader di livello 5 individuati da Jim Collins mostrano quasi sempre un atteggiamento pacato, quasi schivo. Allo stesso tempo, però (e qui viene il bello), sono anche animati da una stoica determinazione.

Pongono l’interesse dell’azienda e dei loro collaboratori prima di ogni cosa (soprattuto prima del proprio ego). Non si circondano di leccapiedi, ma di feedback sinceri. Affrontano onestamente i propri errori e le proprie lacune, lavorando sodo per rimediarvi. Pongono piena enfasi non tanto sull’assolutezza del proprio genio ma sull’efficacia del lavoro di squadra.

Mi segui?

Si tratta di leader riservati, verissimo, ma anche animati da una fortissima chiarezza d’intenti. Piuttosto che vedere l’azienda come un palco attraverso il quale affermare all’esterno il proprio prestigio, pongono prima di ogni altra cosa l’interesse del team e dell’azienda, senza lasciarsi sviare dalle luci della ribalta o da una sterile sete di riconoscimento.

Mirano a rafforzare la crescita dei collaboratori e a costruire un successo di lungo termine per la compagnia.

I leader di livello 5 incarnano, insomma, una perfetta miscela di umiltà e determinazione, e questo li porta soprattutto a vedere in modo differente qualcos’altro: il proprio ruolo quando si tratta di successi e fallimenti.

E qui arriviamo finalmente alla metafora della finestra e dello specchio 😉

 

Metafora della finestra e dello specchio

Good to Great

Puoi realizzare qualsiasi cosa nella vita, a patto che non ti interessi chi se ne prenda il merito.

Jim Collins

Jim Collins, nel corso delle sue interviste ai grandi manager, ha notato un particolare trend.

I leader di livello 5 mostravano tutti un atteggiamento pressoché analogo.

Quando si trattava di parlare dei propri successi, delle proprie conquiste, dei propri raggiungimenti, denotavano grande umiltà e miravano ad attribuire la totalità dei meriti ad altri o ad altro.

Il team, i colleghi, chi aveva ricoperto in precedenza quel ruolo, la buona congiuntura economica, il settore trainante di mercato in cui l’impresa aveva operato.

Persino la fortuna.

Come se posti dinanzi ad una finestra gettavano lo sguardo oltre. Lì fuori. Alla ricerca di qualcuno o qualcosa cui attribuire il raggiunto successo.

E qui viene il bello.

Quando si trattava di parlare di fallimenti e insuccessi erano sempre lì. In prima fila e pronti ad assumersi le proprie responsabilità.

Guardavano la propria immagine riflessa sulla finestra.

Interessante vero?

Ma non è finita qui.

Il discorso si è ribaltato totalmente quando Jim Collins ha studiato i leader delle aziende mediocri.

Quest’ultimi, quando intervistati, si mostravano sempre pronti a esaltare e rivendicare i propri successi. A guardare la propria immagine riflessa sulla finestra.

Pretendevano onori e riconoscimenti. Bramavano le luci della ribalta.

Al contrario, quando si trattava di parlare dei propri fallimenti, erano sempre pronti ad accusare la sfortuna, la crisi, la concorrenza, o persino il proprio team.

Guardavano fuori dalla finestra.

 

E noi?

Good to Great

Interessante questa metafora, vero?

Personalmente mi ha fatto molto riflettere.

Dopotutto, in maniera spontanea, ci sprona verso una semplice domanda:

E noi?

Come ci comportiamo noi di fronte a successi e fallimenti?

Rimaniamo umili e diamo il giusto riconoscimento agli altri quando le cose vanno bene?

O al contrario ci lasciamo catturare dalla vanità, dalla superbia e dall’arroganza?

E come ci comportiamo quando le cose vanno male?

Ci prendiamo le nostre responsabilità, accettiamo gli imprevisti della vita e ci concentriamo su come migliorare lo stato delle cose?

O al contrario facciamo vittimismo e puntiamo il dito contro la sfortuna, o, peggio, contro gli altri?

Spero dunque l’articolo abbia fatto riflettere.

E spero vivamente tenteremo da oggi di essere più come i Leader di livello 5.

Persone che, associando umiltà e determinazione, modestia e senso di responsabilità, costruiscono imperi, educano nuovi talenti, e lasciano alle proprie spalle un’impronta duratura.

Ci leggiamo nel blog.

Un abbraccio,

Carlo

 

O meglio o niente. Come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza. Come promesso, l’ho cercato e l’ho trovato. Se preferisci, questa è la versione italiana del libro Good to Great.

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