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Innovazione e cambiamento. La metafora della rana bollita

Rana bollita

L’unica costante della vita è il cambiamento.

Buddha

Ne avrai già sentito parlare.

Si tratta dopotutto di una metafora molto famosa.

Una storia che ci aiuterà a comprendere l’importanza di adeguarci ad un mondo in costante evoluzione.

Parlo ovviamente della metafora della rana bollita.

Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta 😉

 

La metafora della rana bollita

Rana bollita

Ipotizziamo questa scena.

Immaginiamo di prendere una rana e di porla in una pentola piena d’acqua bollente.

Cosa succederebbe?

La rana istintivamente balzerebbe subito via dalla pentola per mettersi in salvo.

Logico no?

Ma ipotizziamo ora quest’altra scena.

Immaginiamo di prendere la rana e di porla in una pentola con dell’acqua a temperatura ambiente.

Cosa cambierebbe?

La rana in questa situazione si troverebbe a proprio agio.

Starebbe lì ferma.

E qui veniamo al sodo.

Girando poco a poco la manopola del fuoco innalzeremmo lievemente la temperatura dell’acqua.

E cosa farebbe la rana?

Te lo dico io.

Si adeguerebbe.

Si adatterebbe a quel nuovo piccolo lieve aumento di temperatura, per quanto a lei inizialmente sgradito.

Se dovessimo aumentare la temperatura di un altro poco il comportamento sarà identico.

La rana continuerà ad adeguare il proprio corpo a quel nuovo piccolo ed impercettibile aumento di temperatura.

Capito dove voglio arrivare?

Il tutto andrà avanti fino al raggiungimento del punto di non ritorno.

La temperatura piano piano giungerà ad un soglia per lei fatale.

Le gambe saranno ormai deboli e la rana non potrà più tirarsi fuori da una situazione per lei divenuta mortalmente pericolosa.

Chiaro?

Bene.

Cosa ci insegna tutto questo?

Scopriamolo subito.

 

Business

Rana bollita

Fermiamoci per un attimo e pensiamo ad una cosa.

Pensiamo al modo in cui conduciamo le nostra attività.

Pensiamo al nostro business, se ne abbiamo uno.

Immaginiamo ad esempio di avere un piccolo negozietto nel quale vendiamo libri.

Tra i nostri clienti principali figurano abitualmente gli abitanti del quartiere, più altri clienti che sporadicamente passano da noi, si fermano per due chiacchiere e comprano qualcosa.

Un giorno cominciamo a sentire in televisione nuove vaghe parole di stampo anglosassone.

Sentiamo cose strane come “e-commerce”, “e-bay”, pagamenti online e “paypal”.

Chessò ste cose?

Noi non ce ne curiamo.

Stiamo benissimo così.

Cosa importa a noi?

A distanza di qualche anno spuntano anche smartphone di ultimissima generazione, capaci di farti acquistare su internet con un click (così dicono).

Nostro figlio intanto ci dice che non vuole più iscriversi a giurisprudenza, ma vuole frequentare un master in Digital Marketing.

Ci parla di Google Ads, Seo, Brand reputation e così via.

Ma noi lo sgridiamo.

Non vogliamo sentire.

Non ci interessa.

Mentre tutto questo accadeva le nostre vendite sono però vistosamente calate, e non capiamo il perché, ma abbiamo ancora quanto basta per portare la pagnotta a casa a fine mese.

Speriamo solo che in futuro le cose torneranno come prima.

A distanza di qualche anno però lo scenario cambia ancora di più. E non nel senso da noi voluto.

Non capiamo cosa stia succedendo.

I vicini che abitualmente venivano a comprare da noi sono scomparsi.

Sembra che nessuno voglia più acquistare i nostri libri.

Nostro figlio ci spiega che le altre librerie della città stanno investendo sul digitale, hanno aperto un sito, una pagina Facebook e svolgono anche attività di e-commerce.

Cominciamo a sentire parlare di un gigante chiamato Amazon.

Un mostro brutto e cattivo che, dicono, ci sta soffiando tutti i clienti.

Puoi ordinare qualunque cosa su Amazon.

Ma proprio tutto.

Capiamo allora di avere sbagliato qualcosa.

Capiamo che quel cambiamento piccolo piccolo di pochi anni fa è cresciuto ed oggi è diventato la normalità.

Una normalità che però non riguarda anche noi.

Capiamo che avremmo dovuto adeguarci già molto tempo prima, quando c’erano i primi segnali del cambiamento.

Capiamo di aver perso un’occasione.

Capiamo di aver fatto la fine della rana bollita.

 

Salute

Rana bollita

Chiaro.

La metafora della rana bollita non trova applicazione solamente quando si tratta di business.

Tutt’altro.

Trova applicazione tutte le volte in cui, nella nostra vita quotidiana, trascuriamo e snobbiamo tutti quei piccoli cambiamenti che, alla lunga, si manifestano un bel giorno con un impatto chiaro ed evidente (e il più delle volte per noi doloroso).

Pensiamo a tutte quelle volte in cui cediamo alla tentazione di qualche dolcetto di troppo.

Cominciamo con uno sgarro qui, uno sgarro là.

Mettiamo un nuovo chiletto mese dopo mese.

In fondo la differenza è poca.

Come accorgersene?

I nostri amici e i nostri colleghi, proprio come noi, non percepiscono in maniera chiara il mutare del nostro corpo.

Ci vedono ogni giorno e la persona che siamo oggi è praticamente identica alla persona che eravamo ieri.

Il tutto fino a quando non incontriamo un’amica che non vedevamo da quasi un anno.

Ci vede. Fa una faccia stupita, e senza troppi giri di parole ci dice:

“Carlé, ma sei fatto un cicciobomba, ma che caspita ti è successo?”

Non ce ne siamo quasi accorti ma abbiamo preso un bel po’ di chiletti.

Tanti.

Troppi.

Ancora una volta abbiamo fatto la fine della rana bollita.

 

Conclusioni

Il significato penso ormai sia chiarissimo.

Di esempi ne potremmo sfornare a centinaia.

Pensiamo anche solo a tutte le volte in cui cominciamo ad accettare le richieste altrui.

Cominciaro a dire sempre di Sì e ad accettare favori e richieste di aiuto.

Ci diciamo che è per una buona causa, che sarà solo per quest’altra volta, dopodiché declineremo ogni richiesta e penseremo solo al nostro lavoro e alle nostre cose importanti.

Puntualmente poi questo non succede.

Diveniamo incapaci di dire No.

Un bel giorno, infine, ci scopriamo amareggiati, con un pugno di sabbia in mano e senza essere riusciti a portare a compimento quello che realmente avremmo dovuto fare per noi.

Insomma.

Il messaggio è questo.

Non trascuriamo i piccoli cambiamenti che accompagnano le nostre vite.

Ogni singolo giorno qualcosa cambia.

Provvediamo in tal senso.

Prestiamo attenzione alle noste piccole abitudini, manteniamo gli occhi fissi sulle nostre priorità e sul modo in cui si svolge la nostra vita.

Sia da studenti che da lavoratori continuiamo a studiare, ad informarci e a cogliere i primi indizi di quello che sarà il futuro di domani.

Non dimentichiamo infatti una cosa.

L’onda del cambiamento è l’unica costante che accompagnerà per sempre le nostre vite.

E di fronte a questo noi abbiamo una doppia scelta.

O la scelta di trascurarla, salvo poi svegliarci quando sarà troppo tardi e capire amaramente che abbiamo solo fatto la fine della rana bollita.

O la scelta di cavalcare l’onda del cambiamento e dell’innovazione.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

 

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