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Meditazione Mindfulness. Ecco come funziona

Meditazione Mindfulness

L’universo intero si arrende ad una mente tranquilla.

Chuang-Tzu

Lo confesso. Si tratta di un’altra abitudine che ha segnato una svolta nella mia vita.

E come nella mia anche in quella di milioni di altre persone.

Di che parlo?

Parlo della meditazione Mindfulness 😉

 

Cosa è la Mindfulness

Quello che c’è prima di noi e quello che c’è dopo sono piccole questioni in confronto a quello che c’è dentro di noi.

Ralph Wald Emerson

Ma di cosa si tratta? Cosa è la meditazione Mindfulness?

Beh, stiamo parlando di una tecnica millenaria. Una pratica meditativa di derivazione buddista.

E qui immagino subito qualche faccia perplessa.

Prima che tu dica “ma” lascia dunque che ti dica solo una cosa.

Non si tratta di niente di quello che pensi.

Non dovremo recitare strane litanie o accendere candele profumate. Eh no, non dovremo nemmeno assumere strane posizioni con i piedi all’altezza delle orecchie.

La meditazione Mindfulness non è niente di tutto questo. Si tratta invece di una pratica estremamente semplice.

Si tratta soltanto di imparare ad essere presenti qui ed ora.

E per farlo portiamo l’attenzione alle nostre sensazioni corporee, indirizziamo l’attenzione su qualcosa di specifico, lasciamo scivolare via i pensieri che, inevitabilmente, viaggiano nella nostra mente non appena chiudiamo gli occhi e proviamo a smettere di pensare.

Lascia che ti dia un esempio.

 

Proviamoci per un attimo

Meditazione Mindfulness

Scava dentro. Dentro è la fonte del bene.

Marco Aurelio

Facciamo questo.

Mettiamoci seduti comodi e chiudiamo gli occhi.

Concentriamoci, quindi, solo sul nostro corpo.

Portiamo per un minuto pieno la nostra attenzione solo e soltanto al ritmo del nostro respiro. All’aria che entra ed esce dalle narici. Alla pancia che si alza e si abbassa.

Fatto?

Come ti è sembrato?

Sembra facile, ma alla prova pratica non lo è mica tanto. Non è vero? 😉

E ti spiego subito il perché.

Sopratutto nei momenti in cui siamo preda dello stress e della frenesia quotidiana, rimanere anche solo un minuto concentrati solo sul nostro respiro è impresa assai ardua.

I pensieri saltano fuori come funghi.

Dopo qualche secondo la nostra attenzione viene facilmente deviata verso qualche memoria, qualche storia che abbiamo sentito, qualcosa che dobbiamo ancora fare.

In quel momento dovremo semplicemente riconoscere i pensieri per quello che sono, un frutto della nostra mente, e lasciarli scivolare via per poi portare nuovamente l’attenzione verso il nostro respiro.

Ma lascia che ti dica anche qualcosa di più.

 

Quali sono i benefici della Mindfulness?

Meditazione Mindfulness

Forse lo hai già capito.

La Mindfulness può aiutarci molto nella vita di ogni giorno.

In mezzo alla miriade di idee, impegni, preoccupazioni, ansie varie che ci frullano in testa, la meditazione Mindfulness presenta un chiaro beneficio.

Quello di aiutarci a svuotare la mente.

Quello di rilassarci e lasciar scivolare via pensieri che, acquistando forza e peso nella nostra mente, col tempo arriverebbero anche a provocare ansia.

Ma non solo.

È in grado di insegnarci a guardare negli occhi le nostre emozioni e a non agire d’impulso.

È in grado di aiutarci a scegliere razionalmente quale risposta adottare dinanzi gli stimoli che riceviamo dall’esterno o che provengono dalla nostra stessa mente.

“Ah Carletto, ma so tutte scemenze ste cose. Io mi rilasso benissimo giocando alla pleistescion four!.

Certo, certo 😉

Lascia che aggiunga solo un’altra cosa.

 

Benefici fisici sul nostro cervello

Ti dirò una cosa.

Niente di quello che abbiamo visto è privo di testimonianze scientifiche.

La pratica della Mindufulness ha importanti conseguenze anche a livello fisico.

Mi spiego.

Recenti studi hanno dimostrato come una regolare pratica della Mindfulness per sole otto settimane comporti dei cambiamenti neuroplastici.

Si è visto, per intenderci, un rafforzamento della nostra corteccia prefrontale.

La parte più evoluta e razionale del nostro cervello.

Quella parte che ci permette di rispondere in maniera logica e ponderata agli stimoli esterni.

Ma c’è di più.

Il risultato più rilevante degli studi è stato un altro:

Mentre la corteccia prefrontale appare diventare più spessa, l’amigdala, invece, appare rimpicciolirsi.

E se non sai cosa sia l’amigdala te lo spiego subito io.

L’amigdala è una ghiandola, una piccola mandorlina, che si trova nel cervello limbico ed è alla base delle nostre emozioni.

Una delle parti più antiche del nostro cervello, che condividiamo persino con i roditori.

L’amigdala è il grilletto delle nostre emozioni.

Ci porta ad adottare risposte istintive e impulsive dinanzi percepite minacce esterne.

Attiva il famoso meccanismo “fight or flight”, combatti o fuggi.

Se queste risposte avventate risultavano utili quando si trattava di scappare dai grandi predatori, c’è da dire che oggi non ci vengono molto in soccorso.

Gli stress odierni non ci costringono a scappare a gambe levate dall’ufficio quando il capo ci riprende o a posare un bel gancio destro al tipo che ci ha tagliato la strada.

O ancora a sbraitare come forsennati non appena le cose non vanno per il verso giusto.

Queste sono dopotutto quelle che gli esperti chiamano “Amigdala hijacks”.

Veniamo cioè sopraffatti dalla nostra amigdala.

Non trasmettiamo di certo un’immagine posata e controllata di noi stessi.

E per evitare questo la meditazione Mindfulness ci aiuta molto.

Rinforzando la parte razionale del nostro cervello, riusciamo a vedere gli eventi stressanti in maniera oggettiva, quasi da una prospettiva esterna.

Riusciamo a riconoscere le nostre emozioni e a differire il tempo di risposta dallo stimolo, così da non dare più luogo a risposte avventate ed impulsive delle quali potremmo subito pentirci.

Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio risiede il potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta risiedono la nostra crescita e la nostra felicità.

Viktor Frankl

 

Anche Google

Lo abbiamo visto.

Dal 2007 anche Google ha lanciato il progetto Search Inside Yourself, con il quale supporta i propri dipendenti nella pratica della meditazione Mindfulness.

Se l’ha adottata anche un colosso dell’innovazione come Google credo proprio che valga la pena provare 😉

Allego anche una lettura che ho trovato molto interessante e simpatica sull’argomento (il titolo dopotutto è abbastanza esplicito).

Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

Per me ormai la meditazione Mindfulness è pratica quotidiana, anche solo per un paio di minuti al giorno.

In questo modo mi sono messo ansia, frenesia e preoccupazioni alle spalle.

Spero quindi la proverai anche tu 🙂

Ci leggiamo al prossimo post.

Un abbraccio,

Carlo

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