Quando hai raggiunto il successo fai un nodo ben stretto e cerca di rimanerci.

Franklin Delano Roosevelt

Forse ne hai già sentito parlare.

Magari lo hai provato sulla tua stesse pelle, o può darsi anche che lo stia vivendo in questo preciso momento.

Di che parlo?

Parlo del paradosso del successo.

Parlo della nostra naturale inclinazione a cullarci beati dei nostri buoni risultati, e ad allontanarci, allo stesso tempo, da tutti quei valori fondamentali che ci hanno permesso di raggiungere la vetta.

Parlo delle lusinghe che ci annebbiano la vista e che ci conducono su una strada diversa rispetto a quella inizialmente intrapresa.

Parlo del rischio che Ego e desiderio di riconoscimento ci distraggano dalla sostanza per indirizzarci verso l’apparenza.

Hai intuito di cosa parlo, non è vero? 😉

Ora, la verità è che non è per niente raro cadere nel paradosso del successo. Quali che siano i traguardi che stiamo inseguendo (dal business alla carriera) il rischio di cascarci e di trovarci, subito dopo, con un pugno di mosche in mano, è davvero forte. Ma se lo conosciamo sarà più facile per noi prevenirlo.

Scopriamolo allora meglio il paradosso del successo, e analizziamone le quattro fasi principali.

 

Abnegazione

Paradosso del successo

Il successo è più solido quando viene ottenuto senza distruggere i propri principi.

Walter Cronkite

La prima è la fase dell’abnegazione.

La fase in cui siamo guidati da una piena consapevolezza delle nostre priorità e da una ferrea chiarezza di intenti.

Sappiamo quello che dobbiamo fare ed investiamo tempo, energia e risorse su quanto sarà realmente in grado di condurci verso l’ambita ricompensa.

Il nostro focus è stabile e la nostra forza di volontà imperturbabile.

Non molliamo la presa dinanzi le prime difficoltà, ma anzi procediamo dritti ostinatamente verso il nostro obiettivo.

 

Successo

Paradosso del successo

Più ti avvicini alla vetta e più sono forti le volate di vento.

Antonio Conte

Eccoci qui in alto.

Non è stato semplice, ma la nostra caparbietà ha regalato i suoi sostanziosi frutti.

Importanti traguardi economici, ambite posizioni lavorative, laute ricompense finanziarie, o magari clamorosi successi sportivi.

Siamo seduti in cima, ci godiamo la vista e gustiamo compiaciuti il sapore del raggiunto successo.

Abbiamo raggiunto la meta che ci eravamo prefissi, e lo abbiamo fatto con merito e chiarezza di intenti. Ma col successo giunge immancabilmente qualcos’altro.

Una finestra di nuove opportunità  bussa alla porta ed è pronta a carpire la nostra attenzione e a distoglierla da quanto veramente importante.

 

Opzioni

Paradosso del successo

Non basta avere grandi qualità: dobbiamo anche essere in grado di gestirle.

Françcois de La Rochefoucauld

Succede proprio questo. All’improvviso ci ritroviamo in una posizione di autorità e visibilità.

Cominciano a piovere proposte di collaborazione, nuove richieste di partnership, discutibili opportunità di investimento. Nuovi “amici” sbucano fuori da ogni angolo.

Godiamo anche di una maggiore possibilità di spesa e decidiamo dunque di riempire la nostra vita con costosi gadget dei quali non sapevamo minimamente di avere il bisogno.

Tutto d’un tratto avvertiamo la pressione di dover rispettare nuovi standard coerenti con la nostra fresca immagine di persone di successo.

Titoli, riconoscimenti, visibilità.

All’improvviso tutto questo ha rilevanza per noi.

L’umiltà fa posto all’arroganza.

La curiosità fa posto alla saccenza.

La caparbietà fa posto alla precipitazione.

Eravamo partiti umili e con tanta voglia di sporcarci le mani, avendo ben chiaro solo quello che per noi era veramente importante. Ma il successo ci ha condotti in una posizione insolita e adesso – in mezzo ad una valanga di opzioni, titoli e di comodità immediate – cominciamo ad avere difficoltà ad orientarci.

Non abbiamo più chiarezza di cosa sia prioritario e di cosa, al contrario, non lo sia.

Non riusciamo più a distinguere ciò che è essenziale da ciò che, al contrario, è semplice rumore di sottofondo.

Dissipiamo così tempo, energia e risorse lungo una miriade di strade secondarie che nulla hanno a che vedere col sentiero principale che ci ha condotti in cima.

 

Al punto di partenza

Paradosso del successo

Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.

Nelson Mandela

Era prevedibile.

Abbiamo disperso tempo ed energie sul superfluo.

Siamo stati accecati dalla forma e non ci siamo più curati della sostanza.

Abbiamo perso di vista vista le poche e importanti cose che ci hanno condotti sino alla vetta, e siamo così scivolati nuovamente indietro.

Ci siamo sentiti arrivati, abbiamo smesso di innovare, lavorare sull’essenziale, lavorare su noi stessi, e lo abbiamo pagato a caro prezzo.

Siamo tornati indietro e ci troviamo adesso dove tutto è cominciato.

Siamo al punto di partenza.

Non ci resta che rimboccarci di nuovo le maniche per tentare una nuova scalata.

Questo è il paradosso del successo.

 

Conclusioni

Forse come me ogni tanto ti concedi con discrezione un po’ di cazzeggio su Instagram.

Lì, scorrendo tra le feed, ho visto un post che mi è particolarmente piaciuto.

Un’immagine di Mark Zuckerberg e Bill Gates assieme, con una frase poco in basso.

La caption diceva questo:

Quasi 200 miliardi di euro in una foto, e non c’è traccia di una singola maglietta Gucci.

Il significato è chiaro, no? 😉

Le persone che raggiungono importanti traguardi nella vita non si lasciano snaturare dalle luci della ribalta.

Mantengono lo sguardo fisso sulla strada che gli si para davanti e non si lasciano allettare dalle numerosissime intersezioni che incrociano il loro percorso.

Non permettono che ego, desiderio di apparenza e sete di riconoscimento distolgano la loro attenzione da quanto veramente importante per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi.

Ed è per questo che non solo raggiungono la vetta, ma vi rimangono saldamente nonostante il forte vento.

Spero dunque che questo post ci induca a riflettere.

Spero ci aiuti a capire che, quale che sia l’entità dei traguardi che abbiamo già raggiunto o raggiungeremo, anche noi saremo allettati da capricci secondari.

Non caschiamo nelle tentazioni.

Non cediamo alle lusinghe.

Non lasciamoci attrarre dal seducente canto delle sirene.

Tiriamo dritto e manteniamo l’attenzione su quanto veramente importante non solo per tenere ben saldo quanto già conquistato, ma anche per raggiungere mete più ambiziose.

Buona scalata verso la vetta.

Un abbraccio,

Carlo

 

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