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Parli sempre assai? Ecco quello che devi sapere

Il ponte più difficile da attraversare è quello che separa le parole dai fatti.

Anonimo

Lo avrai già notato.

Più volte in questo blog sono stato un pelino duro verso i chiacchieroni.

Verso chi si riempe la bocca di risultati e poi, puntualmente, non si muove di un centimetro.

Verso chi celebra troppo l’apparenza, e si cura poco o niente della sostanza.

E il motivo per cui lo faccio è anche semplice.

Penso che parlare meno (e ascoltare di più) sia uno dei più importanti tratti distintivi delle persone di successo.

Parliamo di una preziosa abitudine che:

  1. da un lato ci permette di prestare attenzione gli altri, creare empatia e migliorare le nostre relazioni sociali, come ci insegna Dale Carnegie.
  2. dall’altro ci permette di non sbandierare a destra e a manca i nostri piani ancor prima di averli realizzati, ed uscire da ogni conversazione con più conoscenza di quanta ne avevamo prima di cominciare, come ci insegna nel suo ottimo libro Napoleon Hill.

E oggi faremo infatti una cosa.

Andremo più a fondo sull’argomento.

Troveremo le nostre personali motivazioni per imparare a parlare meno e agire di più 😉

 

Le chiacchiere ai tempi dei social

Se non sai cosa fare, invia un post e tutti sapranno che non hai niente da fare.

Franco Lissandrin

Ti dirò la verità.

Il motivo per cui ci piace così tanto aprire bocca è uno solo.

Cimentarsi in nuovi progetti è maledettamente difficile.

Lo sforzo richiesto per realizzare nuovi propositi può demoralizzare, se non addirittura spaventare. La meta è lontana, il percorso impervio, il risultato incerto.

E quindi in questi casi cosa facciamo?

Semplice.

Parliamo.

Parlare ci dà l’impressione di fare progressi. Ci fa sentire più vicini all’obiettivo.

Parlare è semplice, immediato, e ci fa credere che quanto sbandieriamo ai quattro venti sia già un concreto passo in avanti verso la meta.

E i social rappresentano dopotutto la piattaforma perfetta per le nostre parole.

Facebook ci chiede – “Cosa ti passa per la testa?”

Twitter ci suggerisce – “Scrivi un tweet”

Instagram ci lusinga – “Aggiungi una storia”

Il messaggio implicito è sempre lo stesso.

Parla, racconta, condividi, apri bocca, non stare mai zitto.

Ma i social ci mentono.

Ci fanno credere che per vivere, per realizzarci, abbiamo bisogno semore di parlare, mentre stare in silenzio equivale a morire.

E le conseguenze dopotutto sono sotto ai nostri occhi.

I fatti sono sostituiti dalle parole.

I social diventano il megafono perfetto per aspiranti “do-ers” pronti solo a riempirsi la bocca, dipingere false vite perfette ed esibire strabilianti prospettive di successo.

Facciamoci caso.

  • Stendiamo un progettino per l’esame di economia ed immediatamente ci immortaliamo in un selfie. #Entrepreneurs #Moneyneversleeps #Imprenditorialavoro. Siamo già dei businessmen.
  • Creiamo un comune profilo Instagram e lo chiamiamo “Officialpage“. Vogliamo esibire una notorietà che non abbiamo. Vogliamo riconoscimento immediato quando ancora ben lungi dal meritarlo.
  • Ci facciamo immortalare su Instagram con un vestito elegante, una penna Mont Blanc in mano, e subito partono le captions @Businessman, @Pennecostose @Affarimportanti. Come se questo facesse automaticamente di noi dei grandi uomini impegnati in importanti trattative.

Aspetta, c’è altro.

  • Apriamo un blog con WordPress e cosa diciamo di avere tra le mani? Una Start-up ovviamente. E noi, manco a dirlo, ne siamo i prestigiosi CEO – Imprenditore di me stesso. Come se attribuire un nome più importante alle cose bastasse a consacrare il successo della nostra iniziativa (a proposito, fatti due risate con Lercio 😉 )

E così via.

Mi segui?

Parliamo, esibiamo apparenza, vogliamo ottenere cuori, likes, conferme.

Il nostro Ego vuole sentirsi dire: “Wow. Sei veramente in gamba. Stai procedendo sulla strada giusta. Sarai una persona di successo”.

Ma troppo spesso, ahinoi, non accompagniamo le nostre altisonanti parole con la concretezza delle azioni.

La brutta notizia del giorno è infatti la seguente.

 

O le une o le altre

Parlare tanto e fare poco

Il più grande tesoro dell’uomo è una lingua frugale.

Esiodo.

La verità è questa.

Parole e azioni si contendono le medesime risorse.

Detto ancora più chiaramente:

Più tempo passeremo a parlare, esibire ed apparire, meno tempo passeremo ad agire.

Più saremo presi da far vedere agli altri che stiamo lavorando, aspettando likes, commenti e cuoricini, meno impegno riverseremo sul lavoro in sé.

Anche qui è tutta una questione di scelta.

Tocca a noi decidere da che parte stare.

Possiamo essere tra coloro che temono il silenzio, quasi significasse morire, ed aprono bocca in continuazione.

Possiamo essere tra coloro che sui social dipingono strade spianate verso il successo e spendono la maggior parte del tempo a cercare complimenti, likes, e conferme.

O possiamo essere gli altri.

Quelli che con disciplina, attraverso un effort quotidiano, attraverso una meravigliosa e silenziosa perseveranza, arrivano a raccogliere quei risultati di cui i primi si sono solo riempiti la bocca.

Non essere troppo arrogante, ragazzo mio. Non importa quanto sei bravo, fai in modo che non ti vedano arrivare.

Al Pacino

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

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