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Il principio di Pareto. Cosa è (e come applicarlo)

Efficienza significa fare le cose nel modo giusto.

Efficacia significa fare le cose giuste.

Peter Drucker

Ti faccio subito una domanda: conosci già il principio di Pareto? O forse hai già sentito parlare della “legge 80/20”?

No? Mai? Bene. Allora questo è l’articolo giusto per te 😉

Ti spiegherò cosa è il principio di Pareto e come trova applicazione nella nostra vita.

La nostra produttività personale ne beneficerà, e anche di molto 😉

 

Partiamo dall’inizio

Fondamento dell’economia politica ed in generale di ogni scienza sociale è evidentemente la psicologia.

Vilfredo Pareto

Lo abbiamo già capito dal nome: il principio di Pareto vanta una storia italiana. Fu, infatti, il famoso economista italiano Vilfredo Pareto, mente eclettica vissuta nel XIX secolo, ad elaborare per primo le famose percentuali 80/20.

Pareto sviluppò un modello economico che evidenziava come, in Italia, l’80% della proprietà terriera fosse concentrato nelle mani del solo 20% della popolazione.

La ricchezza dunque non solo non era distribuita in maniera equa, ma era concentrata in percentuali statisticamente prevedibili.

That’s it. Un semplice modello economico.

Niente di più.

Poco più in là successe tuttavia qualcosa: un consulente della Western Electric, Joseph M. Juran, si accorse che quelle stesse percentuali potevano essere replicate nel suo ambito professionale (il controllo della qualità di gestione) così come in moltissimi altri.

Juran, con eleganza, decise di non prendersi meriti, e di fare riferimento a questa scoperta col nome di Principio di Pareto.

Da allora le percentuali 80/20 hanno trovato ampio spazio, diffusione e (soprattutto) applicazione.

 

Il principio di Pareto

L’80% dei risultati è frutto di un ristretto 20% di cause. Poche cose sono importanti; molte altre non lo sono.

Richard Koch

Il principio di Pareto afferma proprio questo: che l’ottanta per cento degli effetti per noi rilevanti derivi in buona parte da un ristretto numero di cause o fonti.

Tale principio è replicabile, come detto, in numerosi settori.

Ad esempio:

  • In ambito industriale è facile notare quanto spesso l’ottanta per cento del prodotto finale derivi da un solo venti per cento di materie prime iniziali.
  • In ambito aziendale, spesso, l’ottanta per cento della produttività di un intero team deriva dagli sforzi (e dalle idee) di un solo venti per cento di persone.
  • In ambito universitario non possiamo non sapere che – in seduta d’esame – l’ottanta per cento delle volte il docente chiede il solito venti per cento del programma.
  • Ancora, in ambito imprenditoriale, sappiamo che l’ottanta per cento del nostro fatturato deriva da quel venti per cento di clienti fidelizzati, che amano i nostri prodotti/servizi, e pronti ad aprire il portafoglio ad ogni nostro nuovo lancio.

Insomma, ci siamo capiti. Gli ambiti di applicazione sono tanti e, volendo, anche molto diversi l’uno dall’altro.

Vorrei fosse chiara un’altra cosa: non dobbiamo perderci nei numeri.

Le percentuali ovviamente possono variare in base al settore e a ciò che facciamo. Lungo il nostro percorso potremo andare incontro a percentuali come 90/10, 80/30, 70/20 e così via.

L’importante è il principio che vi sta sotto.

Il principio che una ristretta minoranza di cause sia in grado di darci larga parte del risultato desiderato finale.

 

Applicabilità del principio di Pareto

Principio di Pareto

Fare meno non vuol dire essere pigri: non ti arrendere ad una mentalità che valorizza più il sacrificio individuale che la produttività personale.

Tim Ferriss

Lo abbiamo dunque capito. Alcuni elementi della nostra vita quali sforzo, energia profusa e risultati conseguiti non sono distribuiti in maniera equa ed uniforme.

All’aumentare dell’uno non aumenta per forza di cose in maniera proporzionale anche l’altro.

Tutto il contrario: alcuni fattori contribuiscono in maniera più incisiva di altri sul risultato finale.

Ed è proprio su questo che si basa il principio di Pareto.

La domanda a questo punto sorge spontanea. Come sfruttare questo principio a nostro vantaggio?

Te lo spiego subito.

Personalmente trovo particolarmente efficace la strategia esposta da Tim Ferriss nel meraviglioso libro 4 ore alla settimana.

Per applicarla dobbiamo semplicemente ritagliare qualche oretta da dedicare a noi stessi e rivolgere lo sguardo ai nostri affari ed alla nostra vita privata ponendoci due semplici domande.

  1. In questo settore, qual è il venti per cento delle fonti che causa l’ottanta per cento dei miei problemi?
  2. Sempre in questo settore, qual è il venti per cento delle fonti che produce l’ottanta per cento dei risultati da me desiderati?

Si tratta di una piccola analisi applicabile in ogni area della nostra vita: business, studio, lavoro, finanze, progetti personali.

Persino amicizie!

Non di rado mi capita infatti ad esempio di chiedermi qual è il venti per cento delle persone che mi faccia stare bene, che mi supporti ed alla cui compagnia non vorrei mai rinunciare.

 

Conclusioni

Il principio di Pareto ci regala quindi la consapevolezza che l’essere impegnati non necessariamente coincide con l’essere produttivi.

Piuttosto che lavorare duro dobbiamo imparare a lavorare in maniera intelligente e mirata.

Piuttosto che puntare sull’efficienza (fare bene cose più o meno importanti) perchè non puntare sull’efficacia (fare le cose giuste)?

Il tutto tenendo sempre ben a mente altre due verità esposte nel libro di Tim Ferriss.

Fare bene una cosa poco importante non la rende importante

Il fatto che un compito richieda molto tempo non lo rende importante

Stabiliamo quindi le nostre priorità, il risultato che vogliamo raggiungere, e dedichiamo il nostro tempo verso quelle attività che garantiscono il massimo risultato col minimo sforzo.

Bene, con questo è tutto.

Se sei arrivato fino a qui e l’articolo ti è piaciuto perché non lo condividi nella tua bacheca o in quella di un amico che potrebbe averne bisogno?

Per te è un piccolo gesto, per me sarebbe davvero importante 🙂

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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