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Scrivere una lettera a se stessi. Come (e perché) farlo

Scrivere lettera a se stessi

Amore mio ho fatto tesoro della tua lettera, l’ho letta. Mi ha reso felicissimo. Solo una cosa mi ha contrariato

Hai sbagliato a scrivere il mio nome.

Charles M. Schulz

Non preoccuparti. Con l’articolo di oggi non rischieremo brutte figure.

Non ci sarà pericolo di scrivere all’amante sbagliato 😉

Attraverso questo articolo, tuttavia, ti inviterò a fare qualcosa di piacevole e, allo stesso tempo, anche coraggioso.

Di che parlo?

Parlo dello scrivere una lettera a se stessi.

“Scrivere una lettera ammmestesso? Ma che sei pazzo, Carlo?!”

Sarà meno strano di quello che pensi.

Scopriamo assieme di cosa si tratta 😉

 

 

Lettera a se stessi

Scrivere è inviare lettere a nessuno. O a tutti. O entrambe le cose insieme.

Ivano Mugnaini

Facciamo un gioco divertente.

Immaginiamo di essere nel futuro, alla fine di questo 2021, e di guardare indietro verso noi stessi. Verso il nostro io presente.

Muniti di carta e penna decidiamo di dirgli qualcosa. Di scrivergli.

  • Quali suggerimenti gli daremmo?
  • Quali rassicurazioni sul futuro?
  • Quali abitudini lo esorteremmo a mantenere, e quali, invece, ad abbandonare?
  • Quali persone di supporto gli suggeriremmo di frequentare, e quali amicizie meno buone, invece, di interrompere?

Lo vediamo.

L’atteggiamento sarà quello che potremmo avere verso un fratellino più piccolo.

Ci scopriremo affettuosi, lucidi e rassicuranti.

Sproneremo e guideremo questo nostro Io che si deve ancora affacciare ai mesi che vengono.

E lascia che ti dia un piccolo aiuto.

Se ti viene difficile metterti nei panni del te stesso futuro, prova a ragionare in maniera opposta.

Pensa a cosa vorresti dire, ora e in questo esatto momento, al te stesso di qualche mese fa.

Come vorresti che si fosse comportato?

Come vorresti che avesse impiegato il proprio tempo?

Come vorresti che avesse condotto quella particolare discussione?

Quali iniziative gli suggeriresti di prendere?

La logica è esattamente la stessa 😉

 

Perché farlo?

Io probabilmente nella scrittura ho trovato un modo di guardarmi da fuori.

Levante

Certo, tutto molto bello.

Ma quali sono i benefici di scrivere una lettera a se stessi?

Scopriamoli subito.

Prima di tutto, adottando una prospettiva futura riusciamo a fare qualcosa di molto utile.

Riusciamo a guardare verso la nostra vita attuale in maniera molto più chiara, oggettiva ed imparziale.

In poche parole scrivere una lettera ai noi stessi ci aiuta ad assumere una visione limpida del nostro presente.

E così, mentre lo facciamo, valutiamo in maniera lucida se quanto stiamo eseguendo, giorno dopo giorno, sia corretto o meno.

Se il modo in cui guidiamo le nostre giornate sia giusto o sbagliato.

Quale che sia il nostro obiettivo – perdere peso, completare gli studi, superare l’esame per l’avvocatura o pubblicare il nostro primo libro adottare una posizione di terzietà ci permetterà di giudicare meglio le nostre azioni.

In quel momento capiremo se siamo sulla strada giusta.

Ma non solo.

Questo semplice esercizio ci permette di fare anche altro.

Ci consente di divenire maggiormente consapevoli delle nostre emozioni.

Osservando nero su bianco i nostri pensieri – e i giudizi che ne diamo – acquistiamo maggiore consapevolezza delle nostre risposte emotive.

Ci decentriamo, guardiamo tutto dall’esterno, e diventiamo in grado di non essere più sopraffatti dalle emozioni.

Accettiamo i nostri pensieri e i nostri stati d’animo, vedendoli da una prospettiva distaccata e senza che questi causino più reazioni impulsive.

Sì, esatto. Si tratta di una vera propria Mindfulness scritta 😉

 

Quando scrivere

I lettori più assidui del blog lo sanno.

Personalmente consiglio di spedire una lettera a noi stessi alla conclusione di ogni trimestre. Ed è proprio quello che faccio io.

Più volte abbiamo infatti sottolineato quanto sia importante suddividere il nostro obiettivo annuale in traguardi trimestrali.

  1. Fine marzo
  2. Fine giugno
  3. Fine settembre
  4. Fine dicembre

Quale miglior occasione dunque della nostra revisione trimestrale per goderci una lettera che abbiamo spedito a noi stessi?

Ti svelo un segreto.

In quel momento, rileggendola, ricorderemo quale fosse il nostro stato d’animo quando abbiamo scritto.

Ricorderemo quali fossero i nostri timori e comprenderemo quanti passi in avanti abbiamo compiuto durante quei tre mesi.

E proveremo un brivido di commozione.

Ma capiremo anche cosa non ha funzionato.

Avremo così l’occasione di riflettere, correggere, ed iniziare un nuovo trimestre al meglio 😉

 

Come scrivere una lettera a se stessi

I benefici di questo esercizio, al di là di un personale piacere, sono evidenti e scientificamente dimostrati.

Personalmente per scrivere la lettera, trimestre dopo trimestre, amo usare la piattaforma gratuita Futureme.org, attraverso la quale l’email mi viene recapitata nel giorno da me indicato.

Se siamo amanti di carta e penna, potremo semplicemente prendere la nostra agenda annuale (personalmente consiglio Moleskine) e scrivere la lettera in corrispondenza del giorno da noi desiderato (es. 30 settembre).

Col tempo, con l’avanzare dei giorni, giungeremo a quella, un tempo lontana, pagina e troveremo la nostra lettera forse quando nemmeno ce ne ricordavamo più.

E magari, rileggendo di quel momento tosto che abbiamo superato alla grande, ci scenderà pure una lacrimuccia 😉

Bene.

Qui chiudo l’articolo.

Noi ci leggiamo alla prossima letter…ehm al prossimo articolo 😉

Ti mando un abbraccio,

Carlo

 

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