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Matrimoni e spose Bridezilla. La sindrome dell’evento

Le persone di successo hanno l’abitudine di fare quello che le persone comuni non amano fare.

A. Gray

“Bridezilla”. Hai mai sentito questa parola?

Se non sai di cosa si tratta non preoccuparti, te lo spiego subito io 😉

“Bridezilla” è un neologismo inglese. Un termine che nasce dall’unione delle parole Bride (sposa) e Godzilla (il mostro lucertolone del cinema).

Questo strano vocabolo si riferisce alla sindrome della sposa ossessionata dal matrimonio.

Mi spiego.

La Bridezilla vuole che il proprio matrimonio sia un evento all’apice di ogni immaginabile aspettativa umana.

Dal menù alla musica. Dagli invitati alla torta nuziale. Dai fiori alle bomboniere. La bridezilla è la sposa che pretende, con un fare al limite dell’isteria, che ogni cosa sia molto più che perfetta: tutto dovrà essere magico, immacolato e priva di intoppi.

Il matrimonio dovrà essere l’epifania che consacrerà definitivamente a tutti il suo raggiunto successo nella vita.

Chiaro? 😉

Certo. Si tratta di un ritratto moderno che fa sorridere, e che a me, personalmente, ha fatto anche tanto riflettere.

La Bridezilla è dopotutto l’emblema di una società che insegue ciecamente l’evento magico e incantato, ma che trascura quasi sempre il processo.

Vediamo assieme il perché.

 

Matrimoni fiabeschi

Bridezilla

Ho iniziato a dubitare dell’Amore Eterno quando ho notato che a quel E vissero per sempre felici e contenti mancava la parola Insieme”.

Valemille, Twitter

Lo avrai notato.

Sin da piccolini, la Disney ci ha fatto commuovere dinanzi matrimoni da favola.

Cerimonie ambientate in dimore principesche, con ospiti di alto rango, migliaia di invitati e una torta nuziale alta quanto una palazzina di tre piani.

Lui e lei pronunciano il fatidico “Sì”, e mentre i fuochi d’artificio fanno da sfondo al primo bacio dei novelli spesi, una dolce vocina in sottofondo consacra il loro raggiunto successo nella vita.

E vissero per sempre felici e contenti…”

Quello che la Disney non dice sui matrimoni (almeno su quelli della vita reale) è però tutto il resto:

Ad esempio i debiti del grandioso evento che graveranno per tre anni in comode rate mensili sulle spalle dei novelli sposi. Il mutuo da pagare sulla nuova casa, le bollette mensili e le difficoltà economiche.

Arriverà anche il primo bimbo, e con lui i pianti, le nottate insonni e i pannolini sporchi da cambiare.

Ci saranno crisi di coppia, sacrifici da entrambe le parti, rinunce e… fermiamoci qui.

No. Non è un invito al celibato il mio. Tranquilli 😉

In questo post voglio però spostare l’attenzione su cosa realmente si celi dietro ogni favoloso evento finale che ci fa brillare gli occhi.

 

Sindrome dell’evento

Bridezilla

Nella nostra testa è sempre l’evento finale a farla da padrone.

Leggiamo su internet, riviste e giornali frasoni esaltanti.

Titoloni come:

Giovane scrittrice britannica diventa più ricca della regina d’Inghilterra.

Atleta statunitense sbanca alle olimpiadi di Pechino. Otto medaglie d’oro!

Giovane italiana guadagna 30 milioni di euro all’anno col suo blog.

E in quel momento pensiamo.

Ah, se fossi stato così fortunato ad avere la sua idea.

Ah, se fossi nato col suo fisico.

Ah, se ci sapessi fare anche io con internet.

Che fortuna dopotutto che hanno avuto questi signori!

Diamine.

Perché non è capitato a noi?

La vita è proprio ingiusta a volte.

Che fortuna che ha avuto la signora J.K. Rowling a continuare a scrivere nonostante i rifiuti delle case editrici, un divorzio alle spalle, una figlia a carico e i sintomi della depressione.

Che fortuna che ha avuto Michael Phelps a svegliarsi alle sei del mattino per anni e macinare vasche su vasche nell’acqua fredda per arrivare preparato all’appuntamento con le olimpiadi.

Che fortuna che ha avuto Chiara Ferragni a sviluppare dal nulla, col suo ex fidanzato, un blog di successo, a pubblicare quotidianamente nuovi contenuti, attirare utenti, studiare e cogliere le nuove tendenze di mercato, curare i primi contatti con le case di moda e stravolgere un intero settore.

Quanto sono stati fortunati questi signori.

Caspita, se solo fosse capitato anche a noi.

Non è vero? 😉

“Carlè. Quanto sei noioso. Ma ci vuole tempo per fare ste cose. E poi è difficile. Avrò diritto o no a rilassarmi su Netflix e Instagram quando torno a casa?!”

L’amara verità, possa piacere o meno, è questa:

Le persone di successo hanno l’abitudine di fare quello che le persone comuni non amano fare

Detto in maniera ancora più chiara:

Non otterremo risultati straordinari facendo cose perfettamente ordinarie.

Lo so bene.

Nell’era di internet, dei social, e del voglio tutto ora e subito, questa verità è molto scomoda.

Ma il fatto che sia scomoda non ne compromette l’autenticità.

Dietro ogni evento che ci fa brillare gli occhi vi sono dietro forza di volontà, sacrifici, inflessibili abitudini giornaliere e sforzi quotidiani portati avanti sia quando le cose vanno bene sia quando le cose vanno male.

E anche se il processo è difficile e non risplende di un’aura dorata come la ricompensa finale che ci attira tanto, se vogliamo raggiungere risultati oltre la media, non possiamo permetterci di trascurarlo.

 

Perché ho scritto questo post

Bridezilla

Se incontrarsi resta una magia, non perdersi è la vera favola.

Massimo Gramellini

Spero quindi che da ora in poi guarderemo con maggiore attenzione alla bontà degli sforzi silenziosi che stanno dietro ogni successo da copertina.

Spero riusciremo a guardare con lucidità ai successi degli altri, e a comprendere cosa vi sia realmente dietro.

Spero riusciremo ad essere meno delle spose bridezilla ossessionate dal solo evento e dalle false scorciatoie verso un apparente trionfo che non resterà a lungo in piedi.

Spero riusciremo ad essere invece più come quelle coppie che, attraverso sforzi e consapevolezza, riescono a costruire e coronare un reale matrimonio di successo ben oltre il solo e luccicante evento delle nozze.

Ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

 

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