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Supera la paura di non farcela in due semplici passi

Paura di non farcela

Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere di entusiasmo.

Winston Churchill

Coraggio, siamo onesti.

Chi di noi in fondo non l’hai mai avuta?

Chi di noi magari non la prova proprio in questo momento?

Come?

Di cosa sto parlando?

Semplice.

Parlo della paura di non farcela.

Parlo del profondo timore di non riuscire a raggiungere i propri obiettivi.

Ci siamo passati tutti, ammettiamolo 😉

In questo articolo vedremo assieme due semplici tecniche che ci aiuteranno a superare queste fasi di stallo e di incertezza.

Momenti nei quali il seme del dubbio si insinua nella nostra mente e ci impedisce di andare avanti.

Continua a leggere e troverai quanto fa al caso tuo 😉

 

Ansia da risultato

Superare la paura di non farcela

Prima di tutto ci terrei a mettere una cosa in chiaro.

Un obiettivo, di per sé, non dovrebbe mai creare “ansia”.

Mi spiego.

Gli obiettivi che ci siamo posti non sono altro che sogni con una data scadenza.

Rappresentano un orizzonte da inseguire.

Sapere chiaramente dove vogliamo arrivare accresce in noi entusiasmo e chiarezza, facendoci svegliare al mattino sapendo già dove andremo ad agire durante la giornata.

Certo.

Gli obiettivi devono porre su di noi anche una sana pressione proprio per il loro essere ambiziosi e sfidanti.

Ci costringono fuori dalla nostra zona di comfort per condurci verso quei risultati che sono ancora fuori dalla portata di molti.

E qui veniamo al punto.

Se dal canto nostro avvertiamo profondo disagio, ansia e angoscia dinanzi all’idea di non farcela, questo potrebbe voler dire che in fondo sentiamo su di noi soltanto il peso delle aspettative altrui.

Forse in realtà vogliamo realizzare quella particolare cosa non tanto per noi stessi ma per renderne conto a qualcun altro.

Mettiamolo quindi subito in chiaro.

Gli obiettivi non devono generare ansia.

Al contrario, devono suscitare in noi una giusta pressione e soprattutto un sano entusiasmo all’azione.

Chiediamoci dunque, come primissima cosa, se stiamo lottando per realizzare un nostro sogno di vita o per soddisfare le aspettative degli altri.

Fatto?

Bene.

Rivolgiamo adesso uno sguardo alla vera paura di non farcela.

Parlo di quei momenti di sconforto, stanchezza e di insofferenza per la mancanza di risultati che fanno sempre capolino durante il percorso verso i nostri obiettivi.

Come comportarsi?

Come fare a gestire il momento quando i dubbi salgono e la nostra autostima scende?

Ti dirò cosa faccio io.

Personalmente quando il dubbio mi assale applico due pratiche tecniche di shift mentale.

E sono queste:

  • Focus sui risultati già conseguiti.
  • Focus sull’output giornaliero.

Vediamole nel dettaglio 😉

 

 

Focus sui risultati conseguiti

Supera la paura di non farcela

Quando sembra impossibile e stai per arrenderti, la vittoria è vicina.

Tony Robbins

Quando i risultati, nonostante effort e sforzi, tardano ad arrivare la frustrazione può essere davvero tanta.

Sappiamo di stare facendo la cosa giusta, abbiamo ricevuto qualche feedback positivo e testato la validità del nostro lavoro, ma ancora nessun sostanzioso traguardo sempre comparire all’orizzonte.

In tutti questi casi personalmente faccio questo.

Rivolgo uno sguardo all’indietro.

Non penso più alla mancanza di risultati.

Non mi concentro più sulla (momentanea) mancata riuscita delle mie azioni.

Mi focalizzo invece sui progressi già compiuti.

Porto l’attenzione sui risultati già ottenuti.

Per quanto modesti (ed ancora lontani dal nostro obiettivo ultimo) essi possano apparire, i nostri piccoli e minuscoliachievementsrappresentano un forte messaggio per la nostra mente.

Ci bisbigliano un’importante verità.

Ci ricordano che i nostri sforzi fino a quel momento non sono di certo stati vani.

Ci dicono che, passo dopo passo, anche se lentamente, stiamo procedendo in avanti.

Abbiamo già concluso qualcosa.

Teniamo infatti a mente questo importante concetto.

Il progresso è la migliore forma di motivazione.

Anche se non abbiamo ancora ultimato la casa, tenere bene a mente che abbiamo già comunque posto i primi importanti mattoni ci restituirà un’idea di progresso e riaccenderà in noi l’entusiasmo.

Ci caricherà di positività proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

 

Focus sull’output giornaliero

Paura di non farcela

La seconda tecnica per superare la paura di non farcela è molto semplice.

Dobbiamo imparare a focalizzarci sull’output giornaliero.

Cosa intendo dire?

Parlo di rivolgere la nostra completa attenzione sulla singola prestazione giornaliera.

Su quella singola azione quotidiana che è nel nostro pieno controllo e che possiamo eseguire giorno dopo giorno, a prescindere da tutto e da tutti.

Ad esempio:

  1. Studiare ogni giorno 20 nuove pagine di un testo di preparazione ad un concorso pubblico per un ruolo cui teniamo fortemente.
  2. Scrivere ogni giorno un nuovo paragrafo della tesi che andrà consegnata al relatore entro tre mesi.
  3. Fare ogni giorno 30 minuti di cyclette a casa per arrivare al peso forma desiderato entro l’estate.
  4. Stendere ogni giorno 20 nuove linee di codice informatico per consegnare il prodotto finito (un’app ad esempio) al cliente entro la scadenza pattuita.

E così via.

In poche parole:

L’obiettivo ultimo, una volta definito, deve stare lì fermo dov’è.

Non deve ossessionarci.

Il nostro chiodo fisso, al contrario, deve diventare solo quello di ripetere abitudinariamente quelle singole attività che dipendono da noi e che passo dopo passo ci avvicineranno all’obiettivo ultimo.

Attività che se considerate isolatamente non sembrano segnare svolte eclatanti nella nostra vita. Ma sono proprio le stesse che ci avvicinano, un po’ come le tessere di un domino che pian piano vengono predisposte, al nostro traguardo finale.

Le persone non decidono il loro futuro, decidono le loro abitudini e sono le abitudini a decidere il loro futuro.

F.M. Alexander

Il concetto è quindi molto semplice.

Dimentichiamo l’obiettivo ultimo e focalizziamoci invece sulla nostra piccola prestazione quotidiana.

Lavorare quotidianamente su un’attività di breve termine la cui realizzazione dipenderà esclusivamente da noi renderà ben salda in noi la sensazione di avere il timone della nostra vita in mano, alimentando fiducia ed entusiasmo durante il percorso.

 

Per concludere

Mi auguro dunque applicherai queste due semplici tecniche di “shift mentale” ogni volta che la paura di non farcela sorgerà in te.

Manteniamo piena consapevolezza dei nostri mezzi e di quanto di buono già fatto durante il percorso.

Proseguiamo dunque con positività e caparbietà.

Noi ci leggiamo al prossimo articolo.

Un abbraccio,

Carlo

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